Venerdì, 02 Ottobre 2026

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Verso gli anni Settanta

Gli anni Sessanta del secolo scorso, epoca di rilassato divertimento e amori semplici, dove quello che si chiedeva ad una donna poteva essere semplicemente di lasciarsi cullare sull’onda del mare legata ad un granello di sabbia, o portarla in spiaggia, ma soltanto per baciarla in riva al mare, via via si spingono verso gli anni Settanta. Ancora, nella loro seconda metà, l’argomento principale resta l’amore, tema comune a tutti, quindi vendibilissimo, perfettamente idoneo a musica espressamente di consumo, ma, pian piano, la semplicità e l’ingenuità della sua concezione cedono il posto ad un sentimento più ambiguo, sfumato, smaliziato, seppur sempre vissuto con un certo stupore, sfaccettato. La ragazza che prima si giustificava pudica dichiarando “non ho l’età per amarti” ed impetrando “lascia che io viva un amore romantico nell’attesa che venga quel giorno”, ora avverte, incerta e tremebonda, “sono una donna non sono una santa”; l’uomo romantico che osservava alla sua donna “quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti” in un abbraccio sentimentale cosmico, ora si può addirittura rivelare bugiardo incosciente, mentre la donna denuncia le sue problematiche di coppia riferendo la sua angoscia di quando era piccola e dormiva al lume di una lampada per la paura della solitudine, timori notturni e senso di solitudine che l’uomo non è assolutamente in grado di stornarle.
Dal punto di vista squisitamente musicale entrano prepotentemente in scena i “complessi”, gruppi di pochi musicisti, che, con le loro canzoni, confermano la complessità del rapporto tra uomo e donna, “min dispiace di svegliarti, tra un minuto me ne andrò” giacché “il mio posto è là”, “seduto a quel caffè io non pensavo a te”, “ancora prima di capire mi ritrovai sottobraccio a lei”.
La modernità ed il progresso vengono vissuti in maniera più critica, anche da un semplice ragazzo della via Gluck, e l’idealità vagheggia un’isola di Wight, sognando la California o ricordando un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones. Il mito americano quindi resta fortemente radicato, mentre le melodie, le armonie la varietà tematica, le atmosfere emozionali e l’approfondimento psicologico mostrano complessivamente un ampliamento, una sempre più intricata ramificazione, un chiaro progresso.
Rosario Ruggiero

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