Mercoledì, 14 Ottobre 2026

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“Per gente sola”: poesie di Fabio Dainotti

Come stare soli in compagnia
In un universo dominato ormai dai social web, da dati e notizie che si accavallano con la velocità della luce senza peraltro aver nulla di nuovo da dire (ed è questa ora la caratteristica assurda ma predominante di questo tipo di comunicazione), sembrerebbe che non ci sia più posto né ascolto per la poesia, tanto è vero che la sua circolazione commerciale risulta fortemente penalizzata.
Eppure questa cenerentola dei generi letterari continua tuttora a godere di ottima salute e la spiegazione è abbastanza evidente. La poesia come sosteneva Georges Bataille informa tutta la nostra vita e non importa se non sappiamo definirla. E’ in altri termini un “assoluto” che vive da sempre nell’animo umano, “una merce inconsumabile” per dirla con Pier Paolo Pasolini. E l’ultimo libro di Fabio Dainotti fornisce un’ulteriore conferma del predetto assunto. Il poeta dedica per così dire la sua ispirazione, come suggerisce il titolo del volume alla gente sola, in antitesi si direbbe alla pretesa di stare perennemente in contatto col mondo intero tramite il web che è poi una conferma indiretta ma eloquente della condizione di solitudine in cui è sprofondata l’umanità presente che cerca in tutti i modi una via di uscita per tentare di superare la propria aridità esistenziale. E qui s’innesta, se così si può dire, la rivincita del poeta, la sua capacità di ritrarre un’umanità al tempo stesso presente e assente, in bilico tra l’essere e il nulla, sempre in cerca di qualificazione. È come un teatro dell’assurdo in cui ciascuno sembra vivere nell’ attesa di trovare uno scatto, una definizione, uno spessore che dia forma e significato alla vita di ogni giorno.
Il libro di Dainotti è diviso in due sezioni: la prima “l’originale mostrarsi” fissa lo sguardo sul destino di una umanità “senza qualità”, inchiodata ad una forma di inerzia esistenziale senza vie di uscita: nella seconda sezione, intitolata “remedia” il poeta con uno sguardo tagliente e ironico che conferma il conseguimento di una assoluta padronanza ispirativa, sembra voler suggerire una via di uscita, quasi un invito a superare quell’impasse inerziale a cui si è fatto riferimento e che è al centro della prima sezione.
Ma il valore dell’opera viaggia ora al di sopra del contingente, appartiene cioè alla sfera autentica della poesia, ovvero alla sua miracolosa poliedricità : stare nel contempo soli con sé stessi e in compagnia del mondo.
Antonio Filippetti

Fabio Dainotti
Per gente sola
Prefazione di Luigi Fontanella, postfazione di Vincenzo Guarracino
Book Editore, pp.112, euro 18,00

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