Parliamo di scrittori e di libri e di conseguenza ci viene naturale richiamarci ad un romanzo di Achille Campanile, “Ma che cos’è questo amore?”, per riferirci al Premio Nobel per la letteratura e chiederci appunto ma che cos’è questo Nobel? Ad ogni tornata i giudici svedesi pare abbiano intenzione di stupirci andando a “rivisitare” (qualcuno dice a resuscitare) autori non proprio conosciuti e/o apprezzati dal vasto pubblico dei lettori (vasto pubblico?). Sta di fatto che l’Accademia svedese continua ad ignorare autori prestigiosi che con le proprie opere hanno fatto la storia della letteratura di tutti i tempi.
Per di più occorre dire che si tratta di un vizio antico: la giuria di Stoccolma ha quasi sempre ignorato la crema della letteratura mondiale. A spulciare l’albo d’oro (?) del premio si resta davvero sbalorditi al punto da chiedersi come mai sia possibile attribuire tanto autorevolezza ad una istituzione se poi le valutazioni critiche della stessa sono a dir poco insufficienti quanto non ridicole del tutto. Nell’elenco a cui si fa riferimento mancano infatti i più grandi scrittori del Novecento, a cominciare da Lev Tolstoj fino a Marcel Proust , vale a dire i due maggiori romanzieri del secolo; ma poi notiamo che non c’è posto nemmeno per James Joyce, il più audace sperimentatore del linguaggio, autore di libri memorabili e poi riscontriamo che nell’elenco non figurano neanche autori come Franz Kafka, Robert Musil, Jorge L. Borges. Tutto questo farebbe pensare che ci troviamo di fronte ad un branco di dilettanti. Ma la verità è che il Nobel è un premio geo-politico che si barcamena tra i diversi paesi cecando accontentare un po’ tutti con il bilancino dell’equilibrio e con scelte spesso dissennate.
Esistono poi anche altre incongruenze: fino all’anno 2000 le donne sono state praticamente ignorate come se non avessero mai saputo scrivere; lo confermano i dati: solo nove vincitrici in tutto un secolo di attività. Poi, grazie anche all’avvento e all’affermazione del femminismo, l’Accademia ha premiato viceversa ben 10 scrittrici nell’arco dell’ultimo un quarto di secolo, poco meno di una donna ogni tre anni.
Naturalmente è impossibile “accontentare” tutti ma le lacune come accennato sono così fondamentali e macroscopiche da rendere spesso il premio una caricatura di quell’eccellenza che pure vorrebbe rappresentare. Fortunatamente restano i grandi autori e le loro opere a dispetto dell’onorificenza svedese per cui torna più che mai attuale l’interrogativo posto all’inizio: ma che cos’è questo Nobel?
Antonio Filippetti
Contropelo
Ma che cos’è questo Nobel?
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