Antica, feconda maniera di divulgazione musicale partenopea, la “posteggia”, ossia la modalità dei musicisti di eleggere un luogo pubblico, una strada, una piazza, un ristorante o altro, dove esibirsi, trova in Aurora Giglio un’artista odierna che la continua a divulgare, con indefessa passione, portandola persino nei teatri.
Modalità antica e feconda, è stato detto, giacché ottocentesca e capace di formare voci del calibro di Enrico Caruso, suscitare l’ammirazione di giganti dell’arte dei suoni quale è stato Richard Wagner, e regalare al mondo indimenticabili, applauditissime melodie come “’O sole mio”.
Sabato, 7 novembre, prossimo, alle 19, tra le pareti del Teatro Don Orione di Napoli, “’A Tiempo Antico: le primedonne della canzone napoletana”, serata musicale nel corso della quale Aurora Giglio rievocherà la figura e l’arte di quegli incliti nomi muliebri della tradizione canora partenopea che furono, e sono, Elvira Donnarumma, Ria Rosa, Gilda Mignonette ed Emilia Samperi, riproponendo pagine, profonde e pagine simpatiche, rare e conosciutissime, emozionanti e di grande significatività, del repertorio musicale universale, come “’A tazza ’e cafè”, “’A canaria”, “Guapparia”, “Preferisco il ’900”, “Connola e mamma”, “Clery Bijoux” o “Reginella”.
Testi a cura di Rodolfo Fornario, arrangiamenti musicali firmati ed eseguiti al pianoforte da Vittorio Cataldi, scene create da Bruno De Luca al servizio della voce e della padronanza scenica di un’esuberante Aurora Giglio per emozioni di un passato che resta sempre presente.
Rosario Ruggiero
Musica
Con Aurora Giglio la “posteggia” va in teatro
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