Movimento Aperto, via Duomo 290/c Napoli Il 15 ottobre 2026 dalle ore 17.30 alle 20.30 si inaugura la personale di LIUBA
Giovedì 15 ottobre 2026 dalle ore 17.30 alle 20.30 a Movimento Aperto, via Duomo 290/c Napoli si inaugura la personale di LIUBA: BORDERS OF HUMANITY, curata da Stefano Taccone ed introdotta da un suo testo critico. La mostra resterà aperta fino al 15 novembre, i lunedì ed i martedì dalle 17.00 alle 19.00 ed i giovedì dalle 10,30 alle 12.30. Per informazioni: Ilia Tufano 3332229274. Artista e performer LIUBA vive e lavora a Milano, ma si sposta in Italia ed in Europa per le sue performance. Sarà a Napoli, in Piazza del Plebiscito il 7 marzo 2027, dove terrà una performance partecipativa, sviluppando quella intitolata YOU’RE OUT tenuta a Berlino negli anni 2014-16. Intorno alle sue performance ruota un progetto articolato, fatto di fotografie, video, poesie, quadri.
La mostra a Movimento Aperto presenta un ricco assaggio della lunga attività di LIUBA, lavori che risalgono ai progetti degli anni 1999-2001, con il titolo di LE MUMMIE VINCENTI, quando la giovane LIUBA ritornata a Milano dopo i suoi studi al Dams di Bologna osservava con occhio critico ed insofferenza lo stile di vita meneghino di quegli anni. E poi lavori più recenti, quelli legati al progetto YOU ‘RE OUT, realizzato a Berlino negli anni 2014-2016 ed infine il più recente, BORDERS OF HUMANITY .”Tutto ciò avviene attraverso un linguaggio accuratissimo e proteiforme che, rinvenendo il suo punto di partenza nel corpo, trova una sorta di sintesi wagneriana delle arti nella performance partecipativa e nella sua riproducibilità tecnico-virtuale, oltre che immediata e fisica, esemplificata appunto da YOU'RE OUT, nel cui video lo spettatore si imbatte, a mo’ di premessa, una volta solcato lo spazio della mostra. Una operazione, meglio ancora una situazione, in cui LIUBA lavora all’intersezione tra materialità dei corpi, con il loro inevitabile ingombro, ed emozioni ai limiti del controllabile, impulsi che devono gareggiare in corsa con la coscienza stessa, suggerendo una sottile ma anche abbastanza esplicita metafora sociale.
Nel mezzo del cammino, una pluralità di media, anche quelli più legati alla tradizione e alla manualità, come si nota, più che altrove, nel terzo ciclo in mostra, quello delle Farfalle: qui, insieme al collage fotografico ed oggettuale — ma oggetti rigorosamente piani: una foglia, la carta igienica —, compare la pittura, mentre la scrittura non si risolve più nelle grandi lettere in stampatello, talvolta leggibili a fatica, degli altri due cicli, lasciando spazio ad un più caldo corsivo, così come la laconicità comunicativa cede in favore di respiro e riflessività nettamente maggiori” scrive Stefano Taccone, nel suo testo: L’ENIGMA DEL CONFINE, dove proprio approfondendo l’ idea di confine e parole come cittadinanza, inclusione, remigrazione ,che vi si collegano, va a delineare il conflitti che sono il cuore stesso dell’operare multiforme di LIUBA.
La mostra si avvale del supporto del BAD Museum (Bunker Art Division) di Casandrino.


