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Le illusioni della società |
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Credo non sia più il caso di ritornare ancora sulle polemiche suscitate dalla vittoria di Sal da Vinci all’ultimo festival di Sanremo. (anche se il bravo Sal continua a fare incetta di premi e riconoscimenti come se non avesse vinto un festival canoro ma avesse scoperto l’elisir dell’eterna giovinezza o almeno la formula per far “scoppiare” la pace universale).Ritengo possa essere più utile una riflessione di carattere generale che ha a che fare con il sentimento che anima le dispute sugli avvenimenti del nostro presente. Il nodo essenziale sembra risiedere in un abbaglio di fondo che coinvolge tutti gli aspetti canonici delle diverse situazioni. In realtà è come se si confondesse causa ed effetto. Si parla ad esempio di un vincitore di un festival canoro o anche di un premio letterario o ancora di una kermesse cinematografica, diun campionato di calcio e di una consultazione elettorale. Ma non si è in grado di scoprire dove risiede l’inganno di fondo. In realtà i campioni veri sono quelli che conducono il gioco di cui i vincitori in parola sono soltanto dei “front men” occasionali, scelti cioè di volta in volta e utilizzati finché servono. Nel caso delle canzoni la contrapposizione è tra le etichette musicali che si dividono i trofei così come per quanto riguarda la letteratura e il cinema sono le case editrici e di produzione a spartirsi gli allori; ovviamente mettendo in ballo ogni sorta di artificio per accaparrarsi il bottino, ma non di rado stilando anche patti e accordi duraturi. In un campionato di calcio vince davvero chi “gioca pulito” o non chi è più abile a manipolare e intrallazzare, a condurre vale a dire il gioco dietro le quinte? E lapolitica poi? Se si pensa solo a quello che sta venendo fuori (e chissà quando finirà) negli Stati Uniti con il caso Epstein è giusto pensare che il personaggio in questione fosse davvero il dominus incontrastato della politica (yankee e non solo). E Trump non è forse nelle mani di chi gli ha finanziato in buona parte la sua elezione? L’obiettivo è sempre identico così come la strategia per conseguirlo: papparsi la torta grazie allo stratagemma più congeniale di cui quasi sempre il ”capitale umano” è un ingrediente secondario. Se si volesse ora fare un esempio “alto” si potrebbe consultare l’albo d’oro (?) del premio Nobel; ebbene per quanto riguarda la letteratura, nell’elenco mancano nell’ordine Tolstoj, Proust, Joyce, Kafka, Musil, Borges, Philip Roth , in pratica tutti i più grandi scrittori del Novecento mentre troviamo in bella evidenza molti “perfetti sconosciuti”. Le polemiche poi sono funzionali allo scopo,rappresentano cioè il controcanto ricorrente. Nell’ultimo caso la solita tiritera su pizza e mandolino in cui sono caduti quasi tutti, ignorando che la pizza è la pietanza più “frequentata” al mondo così come al mandolino, strumento tra l’altro dolcissimo, sono dedicate scuole in tutti i Paesi, perfino in Giappone. Ma in tanti abboccano anche perché nessuno vuole sentirsi escluso dall’immarcescibile bar dello sport dove sono ammesse impunemente le cazzate più strabilianti. Antonio Filippetti
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2026-04-01
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