Violini a Sant’Agata de’ Goti
 







Rosario Ruggiero




È una chiara distorsione tendere a considerare unici gli artefici o i protagonisti di un esito. Nella realtà infatti tutto è armonia e concorso di agenti, anche lontani nei luoghi e nel tempo. Questa distorsione sarà  allora anche più eclatante nel mondo della musica, perché qui l’armonia regna sovrana.
Perciò, alla conclusione di un’interpretazione musicale ben riuscita, a chi dovrebbe essere rivolto l’applauso che segue?
All’autore, sicuramente; agli esecutori, senz’altro; ma pure agli insegnanti, e agli insegnanti degli insegnanti, e agli insegnanti degli insegnanti degli insegnanti di quegli esecutori, fino all’origine, perché a loro si deve lo sviluppo della tecnica esecutiva dei particolari strumenti musicali usati.
Similmente per i compositori, ché certo un musicista come Beethoven deve il suo alto magistero oltre che alle sue personali virtù, in varia misura a tutti i creatori di musica che l’hanno preceduto facendola storia dell’arte dei suoni.
Anche quanti hanno progettato e costruito la sala del concerto, per come rispondono le pareti alle sollecitazioni dei suoni, hanno meriti; e coloro che hanno costruito le poltrone, perché la comodità che esse offrono incide sulla tranquillità della fruizione musicale; lo stesso pubblico, giacché l’atmosfera umana che si respira in una sala da concerto al momento dell’esecuzione incide, talvolta anche prepotentemente, sulla resa esecutiva; e così via.
In questo contributo generale alla riuscita dell’evento musicale non potrà allora certo mancare il felice impegno di quanti hanno inventato, sviluppato e costruito gli strumenti musicali in gioco.
Un’attenzione ed una sensibilità nei loro confronti che non è sfuggita alla Pro loco della deliziosa cittadina beneventana di Sant’Agata de’ Goti che, in comunione con la Fondazione Galleria e Biblioteca Michele Melenzio-Centro Studi Sistini ha inaugurato, proprio pochi giorni fa, e con l’intervento delpresidente della Pro loco Claudio Lubrano, del sindaco Salvatore Riccio, del professor Cristiano Desiderio, del musicista Luigi Paciello e dell’artigiano Giovanni Panico, “Violinando…come nasce un violino. Mostra di artigianato raffinato del liutaio Giovanni Panico con percorso didattico”. «Una decina i violini esposti – ci spiega Claudio Lubrano, ideatore e realizzatore di eventi irriducibile - degli ultimi tre secoli scorsi, dai tempi di Mozart, Vivaldi e Bach, attraverso il romanticismo di Paganini, Schumann o Brahms, fino agli autori più moderni. Un’idea nata incontrando in occasione di una mostra estiva Giovanni Panico, operaio in fonderia, quindi attratto dai bronzi in quell’occasione esposti, ma pure appassionato liutaio. Da qui la nascita di questo evento che si protrarrà fino al prossimo periodo pasquale ma la cui conclusione già pensiamo di procrastinare».






2024-02-01


   
 



 
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