Sunday, 06 September 2026

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Alla scoperta di Salve D’Esposito

L’ultimo suono della sinfonia si estingue, e subito l’auditorium viene invaso da scroscianti applausi.
Il pubblico sta gratificando così il magistero compositivo dell’autore?
O quello esecutivo degli strumentisti?
O quello interpretativo del direttore d’orchestra?
O tutto questo insieme?
In realtà sta celebrando l’umanità intera.
Sì, perché ogni strumento musicale all’uopo adoperato è il frutto del lavoro di tutte le persone che, nel tempo, si sono cimentate nella sua costruzione e nel suo miglioramento. La tecnica di ogni esecutore è anche il risultato della ricerca pedagogica di tanti insegnanti. La cultura, musicale e non solo, del compositore e dell’interprete è quanto rimane di tutta la cultura dell’umanità a loro conosciuta. Persino le poltrone su cui siedono gli spettatori e che permettono loro confortevole ascolto sono il punto di arrivo di sviluppi secolari, e similmente l’acustica della sala. Si potrebbe così continuare fino al coinvolgimento totale dell’intera umanità, a partire dalle sue origini. Ogni cosa a questo mondo è, infatti, correlata, in un modo o nell’altro, in misura più o meno evidente.
E figure particolarmente incisive sono quelle di quanti permettono la trasmissione della migliori espressioni umane ed il ricordo dei loro autori.
Vincent Van Gogh vendette in vita un suo solo quadro. L’artista olandese deve la sua attuale, straordinaria affermazione al lavoro indefesso ed ostinato della cognata.
Johann Sebastian Bach deve invece al musicista Felix Mendelssohn Bartholdy la sua riscoperta dopo decenni di trascuratezza collettiva.
Orbene qualcosa di simile sta accadendo anche oggi a favore del musicista Salve D’Esposito, autore di celeberrime canzoni classiche napoletane, come “Anema e core” e “Me so’ ’mbriacato ’e sole” , ma artista dalla produzione molto più ampia ed eterogenea, in gran parte ancora sconosciuta.
Il nipote, Andrea Rossi D’Esposito, ha abbracciato allora la causa di una più congrua conoscenza del lascito artistico del nonno. Certo il compito è arduo e faticoso, soprattutto per chi non è particolarmente addentro all’ambito specifico, cioè quello musicale.. Occorre sagacia, oculatezza, strategia.
Nel frattempo le iniziative che Andrea organizza o a cui partecipa coinvolgono musicisti ed istituzioni musicali,statali e private.
Ultimamente Giancarlo Vorzitelli e Filomena Cacciapuoti sono i protagonisti dell’incisione discografica di ben quattordici composizioni di Salve D’Esposito riunite sotto il sorprendente titolo “Me so’ ’mbriacato ’e sole Anema e core’’.
Riuscirà il nipote, con le sue scelte, a valorizzare equamente la produzione del nonno?
Siamo fiduciosamente persuasi di sì, ben consapevoli che solo ai posteri, ed ai fatti, resterà la più precisa sentenza.
Rosario Ruggiero

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