L’esposizione “Rabanus Maurus – De Universo”, a cura di Mario Napoli, inaugura il 12 settembre alle ore 17:00 presso SATURA Palazzo Stella, Genova e resterà aperta fino al 26 settembre 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.
La mostra “Rabanus Maurus – De Universo” di Mimmo Paladino nasce dall’incontro tra la ricerca contemporanea di uno dei protagonisti della Transavanguardia e la straordinaria eredità culturale di un’opera che può essere considerata tra le prime grandi enciclopedie del sapere occidentale.
Il “De Rerum Naturis” di Rabanus Maurus, noto anche come “De universo” a partire dalla versione a stampa realizzata a Strasburgo nel 1467, si proponeva di raccogliere e ordinare l’insieme delle conoscenze del suo tempo. Ma l’ambizione dell’opera andava oltre la semplice descrizione delle cose del mondo: il sapere veniva ricondotto al loro significato e al loro posto nell’ordinamento divino dell’universo. La straordinaria diffusione dei manoscritti testimonia l’influenza esercitata dal testo nei secoli centrali del Medioevo.
Tra questi manoscritti, un ruolo particolare riveste il codice conservato presso l’Abbazia di Montecassino, redatto in antica lingua beneventana e riccamente illustrato. È proprio da questo prezioso documento che Mimmo Paladino ha tratto ispirazione per realizzare otto grandi fogli grafici, nei quali il patrimonio figurativo e testuale medievale viene attraversato e reinterpretato attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.
Paladino non si limita a riprodurre o citare il manoscritto: si appropria delle sue immagini e della sua scrittura per costruire una nuova dimensione visiva, nella quale passato e presente entrano in dialogo. Le figure miniate convivono con le forme nere dell’artista, con i simboli e con i segni allusivi; l’ordinata scrittura dell’antico amanuense si confronta con un tratto a volte convulso, tagliente e sempre carico di significato. La sovrapposizione avviene con massimo controllo, senza cancellare la materia originaria del codice, ma integrandola in una nuova composizione.
Gli otto lavori diventano così una riflessione sul rapporto tra conoscenza, simbolo e tempo, ma anche sulla trasmissione della cultura e sulla possibilità che un’immagine, un segno o una parola attraversino i secoli conservando la propria forza evocativa. La figura di Rabanus Maurus diviene per Paladino un punto di partenza per interrogare temi universali: il desiderio di conoscere, l’interconnessione tra i diversi saperi, il rapporto tra l’uomo e il cosmo, tra il sacro e il profano.
Questa scelta assume per l’artista un significato particolarmente intenso anche per la prossimità geografica e culturale del codice di Montecassino alla propria terra d’origine. Paladino, nato a Paduli nel 1948, riconosce nel manoscritto una stratificazione di memorie e di immagini capace di risuonare con le radici storiche del Mediterraneo alle quali il suo lavoro ha spesso attinto.
Il percorso di Paladino affonda le sue origini nell’esordio napoletano del 1968 alla Galleria Carolina di Portici, dove fu presentato da un giovanissimo Achille Bonito Oliva.
Come esponente fondamentale della Transavanguardia, Paladino partecipa a quel “nomadismo” intellettuale che, insieme a Francesco Clemente, Sandro Chia, Enzo Cucchi e Nicola De Maria, determina il ritorno alla figurazione e alla referenzialità. Il suo linguaggio si costruisce attraverso un’originale alchimia di simboli arcaici, memoria mediterranea, citazioni colte e sperimentazione materica. Le sue opere, presentate in importanti contesti internazionali, dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel, sono entrate nelle collezioni di istituzioni quali il MoMA e la Tate.
“La Galleria” si propone come punto di riferimento nel panorama artistico genovese, offrendo un’esperienza unica per gli amanti dell’arte. La filosofia del progetto è presentare artisti di indiscutibile valore, ormai affermati, in un contenitore di idee e proposte in grado di dialogare con le tendenze nazionali e internazionali. Questo approccio curatoriale rende “La Galleria” una tappa obbligata per critici, collezionisti, galleristi e appassionati, desiderosi di apprezzare opere esclusive e di tendenza. Con questa iniziativa, SATURA riafferma il suo ruolo centrale nel confronto tra artisti e addetti ai lavori, recuperando lo spirito proattivo degli anni d’oro della galleria, che proponeva grandi protagonisti dell’arte contemporanea.


