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I classici, si sa, non si stancano mai d’interessarci perché hanno ogni volta, cioè ad ogni lettura o rilettura, sempre qualcosa di nuovo da insegnarci e per questo anche il lettore, a sua volta, ha sempre qualcosa da domandare e soprattutto ricevere in cambio, secondo la famosa asserzione che già fece oltre cinque secoli fa Niccolò Machiavelli. E a un classico per eccellenza come Giacomo Leopardi si ritorna di continuo ed ogni volta cercando di mettere in luce qualche piega se non proprio nascosta almeno poco indagata della sua personalità e della sua opera. E così che Antonio Pucciarelli sé è scelto un suo personale angolo di osservazione proponendoci una “cronologia ragionata” della vita del poeta, un excursus che segue tutto l’arco della breve esistenza di Leopardi dalla nascita e fin oltre alla morte, vale a dire toccando anche i risultati delle ricerche più recenti, emersi in anni a noi vicini, inparticolare su alcune vicende tuttora oggetto di valutazioni controverse. Nela sua certosina analisi, Pucciarelli segue le vicissitudini di Leopardi, mettendo in luce gli aspetti fondamentali e non solo strettamente letterari della vita dello scrittore. Vengono così posti sotto la lente d’ingrandimento i momenti topici dell’esistenza dello scrittore: I suoi soggiorni nelle varie città, i rapporti con il mondo e la società del tempo, le endemiche difficoltà economiche, le speranze e delusioni che segnarono la sua vita; tutto desunto per così dire da documenti di prima mano, lavorando cioè sui materiali dello stesso poeta: le lettere, gli appunti, le “confessioni”. Viene fuori un ritratto del grande recanatese per molti aspetti inedito giacché ci consente di entrare nella fucina dello scrittore un attimo prima della stesura delle sue composizioni, o per meglio dire ci permette di capire“il mondo intenzionale” da cui scaturisce poi la sua straordinaria produzione poetica e filosofica. Il metro d’indagine scelto da Pucciarelli è interessante perché è in grado non soltanto di ribadire episodi e concezioni in buona parte già noti, ma soprattutto perché rappresenta un modo per (far) rivivere il pensiero leopardiano attraverso un humus civile e culturale che rappresenta per noi, al di là della distanza temporale che ci separa dai singoli accadimenti narrati, un momento di attenta riflessione. E innanzi tutto perché ci consente di capire quanto siano provvisorie e ingannevoli determinate asserzioni costruite su “mode” passeggere o su giudizi passati troppo frettolosamente in giudicato, come le affermazioni dell’amico Ranieri sulla cui attendibilità c’è molto da dubitare. Ed è anche questa una conferma ulteriore che occorre ritornare ancora ai classici per meglio intendere il nostro presente e lecondizioni che orientano e determinano la nostra vita. Antonio Filippetti
Antonio Pucciarelli “Vita di leopardi giorno per giorno” Guida Editori, pp.288, euro 15,00
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