Napoli Galleria Fonti - via Ghiaia, 205
dal 22/05 al 20/09
Questo maggio, la Galleria Fonti presenta Salvatore Emblema Luisa Lambri, una mostra che riunisce un nuovo corpo di lavori di Luisa Lambri con una selezione di opere di Salvatore Emblema. Parallelamente, il Museo Salvatore Emblema e la Thomas Dane Gallery di Napoli esporranno una selezione di opere dei due artisti, estendendo il progetto sul territorio di origine di Emblema. L'interesse di Lambri per l'opera di Salvatore Emblema è iniziato durante il suo soggiorno a Los Angeles e si è poi approfondito attraverso visite a Terzigno (NA), dove ha avuto modo di conoscere in prima persona l'archivio e il museo dell'artista. Queste esperienze hanno fornito il punto di partenza per una riflessione approfondita sull'opera di Emblema e sul suo rapporto con la pratica fotografica di Lambri. La mostra non propone un dialogo diretto tra il lavoro di Salvatore Emblema e quello di Luisa Lambri. Piuttosto, mette a confronto due pratiche che affrontano lo spazio e la luce da posizioni fondamentalmente diverse, senza tentare di conciliarle. Il lavoro di Emblema affonda le sue radici nella trasformazione della materia.

I suoi dipinti utilizzano elementi come terra, cenere e pigmento, spingendo la pittura verso una condizione al tempo stesso elementare ed espansiva. Le fotografie di Lambri si muovono in una direzione diversa. Invece di trasformare la materia, registrano il modo in cui lo spazio viene abitato, filtrato e percepito.
Le sue immagini si concentrano su superfici, soglie e supporti architettonici, momenti in cui l'architettura diventa una condizione interiore piuttosto che una forma monumentale. Anziché creare dialoghi con l’opera di Emblema, il contributo di Lambri consiste in diverse serie di fotografie autonome, ciascuna presentata in modo indipendente nelle diverse sedi. Queste serie non rispecchiano l'astrazione di Emblema, né tentano di tradurre i suoi materiali in termini fotografici. La loro relazione rimane indiretta, operando attraverso una comune sensibilità per la luce, le strutture e l'esperienza spaziale. In questo modo, la mostra privilegia la presenza simultanea rispetto all’interazione diretta. I lavori condividono lo stesso spazio senza la necessità di una corrispondenza o di una sintonia. La loro presenza si rivela non tanto attraverso un confronto esplicito, quanto nella vicinanza, nel contrasto e nella sottile tensione che si crea tra la fisicità delle opere e la delicatezza della percezione.


