articolo 2579

 

 
 
La storia per ricominciare
 







Rosario Ruggiero




Il passato è la rincorsa che prende il presente per compiere il miglior balzo verso il futuro.
In fondo, è tutta qui la valenza della storia, guardare indietro per andare meglio avanti.
E, in ambito musicale, qual è il passato dell’Italia perché il presente si giudichi al meglio e trovi proficua ispirazione per il futuro?
È un passato sicuramente straordinario, che vede la nostra penisola eccezionale faro per il mondo intero. Il nostro Paese ha infatti donato all’umanità la scrittura della musica come è attualmente intesa grazie a Guido d’Arezzo, monaco e teorico musicale vissuto intorno all’anno 1000, ha inventato i conservatori intorno al 1500, come istituzioni che accoglievano fanciulli insegnando loro mestieri, tra cui quello del musicista, ha inventato il pianoforte grazie al genio di Bartolomeo Cristofori, ha creato forme musicali come il melodramma, l’opera buffa, la tarantella, la villanella o la canzone classica
napoletana, può vantare il cantante per eccellenza, Enrico Caruso, il violinista per antonomasia, Niccolò Paganini, il più antico teatro d’opera attualmente in funzione, il San Carlo, liutai inarrivabili come Antonio Stradivari, Giuseppe Guarnieri del Gesù o Nicola Amati, un virtuoso del mandolino come fu Raffaele Calace, o della chitarra, come fu Ferdinando Carulli, compositori eccelsi, in numero strabiliante, ed una scuola pianistica generosa e significativa come quella partenopea.
E oggi?
Già solo la generale ignoranza su gran parte di quanto dianzi elencato la dice lunga.
La mancanza di consapevolezza è l’inizio della crisi, di un uomo, di una nazione, di una civiltà.
La musica in Italia è considerata alla stregua di un passatempo, sentenziava amaramente Aldo Ciccolini, uno dei massimi pianisti mai documentato dalla discografia, napoletano di nascita e di formazione, poi naturalizzato francese. E, purtroppo, quello dell’arte dei suoni, non è il solo ambito oramai sempre
più disertato dalla genialità italiana.
Che la storia svegli la nostra tanto assopita dignità e, mostrando al nostro senso critico la strada, ci insegni a risorgere.



2026-05-03