articolo 2575

 

 
 
Il rogo del teatro Sannazaro
 







Rosario Ruggiero




Tra le notizie che hanno maggiormente fatto scalpore in questi giorni, c’è sicuramente l’incendio, avvenuto a Napoli, il 17 febbraio scorso, del teatro Sannazaro.
Votato precipuamente alla tradizione drammatica partenopea, con un passato anche cinematografico, l’antico edificio, inaugurato nel lontano 1874, era aperto anche a rassegne concertistiche.
Lega ora la sua sorte a quella di altri eminenti teatri della penisola che hanno similmente patito l’oltraggio delle fiamme, come La Fenice di Venezia, il Petruzzelli di Bari, il Regio di Torino o, restando a Napoli, il San Carlo ed il Politeama.
Lo sconcerto è generale, le autorità, come di consueto, fanno a gara ad esprimere cordoglio ed a promettere provvedimenti.
Eppure questa massiccia mobilitazione di emozione collettiva non lascia passare inosservato un contraddittorio comportamento, sociale e culturale, che mina l’esistenza, non solo del teatro Sannazaro, ma di ogni
teatro dell’italico stivale, o sala cinematografica, o altro luogo di incontri culturali, e non con la plateale violenza delle fiamme, ma con la subdola, inosservata corrosione operata dall’acqua che si infiltra lenta ed inarrestabile, erodendo dalle fondamenta, impietosamente, il mito imperante dell’evasione più stupida, la dilagante offesa all’intelligenza ed al buon gusto di tanta televisione, la proliferazione oltremisura di agoni  atletici che relegano sempre più le persone tra le mura domestiche, davanti ad uno schermo, al punto che per organizzare un qualunque manifestazione artistica diventa necessario ed indispensabile consultare il calendario calcistico onde evitare puntuale diserzione dell’evento.
Se è vero che non tutto il male viene per nuocere e che dopo la tempesta arriva sempre il sereno, che allora l’infausto rogo del prestigioso teatro napoletano di via Chiaia sappia portare ad un esame di coscienza collettivo e ad una proficua riflessione affinché la salute
intellettiva e culturale dei più, come araba fenice, risorga da tante fiamme.



2026-03-01