articolo 2433

 

 
 
La difficile ricerca della pace
 











“E gli uomini vollero le tenebre piuttosto che la luce”. Questa citazione da Giovanni (versetto evangelico III, 19) viene posta  in epigrafe al componimento de “La ginestra”, il capolavoro di Giacomo Leopardi.  Il grande poeta intendeva sottolineare  quanto sia  in qualche modo  forte tra gli uomini la tentazione di abbracciare il buio della menzogna, tralasciando  la strada della  verità ispirata a solidarietà e fratellanza che  era e resta  l’unica possibilità di  salvezza per l’umanità.
La difficile ricerca della pace passa attraverso una prova tremendamente faticosa giacché la tentazione della guerra non cessa mai di allettare gli uomini se è vero che anche in mitologia classica esiste e si venera addirittura il dio della guerra.  E nella storia poi le “guerre sante” hanno portato dolori, vittime e sangue.  Ma la guerra  è più di una tentazione se ancora oggi i
conflitti  che si  registrano  nel mondo si contano a centinaia. Eppure non sono mancate le buone disposizioni di volontà. L’articolo uno della dichiarazione dei diritti umani esplicita chiaramente: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza  e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, che è poi l’esatto contrario della guerra.
 Sul perché gli uomini sono perennemente  in lotta tra di loro, si può ovviamente discettare a lungo. Ma occorre tener presente che  mentre ci appassioniamo a  “filosofare”, milioni di innocenti  continuano a morire. Quel che appare certo è la sostanziale  mancanza di una vera cultura, intesa come comprensione dell’altro, spirito di generosità e tolleranza. Non a caso probabilmente il nostro Presidente della Repubblica, nella cerimonia di inaugurazione di Procida Capitale italiana  della cultura, ha  sostenuto
apertamente che la guerra più che con le armi si può (deve) vincere con la cultura. Torna allora ancora di estrema attualità il monito leggibile nella conclusione della composizione leopardiana richiamata all’inizio: non ci sarà mai cioè nessuna pace se l’umanità continuerà a ignorare i valori della solidarietà e della fratellanza.
Antonio Filippetti



2022-06-01