articolo 2402

 

 
 
Ciarlatani e creduloni
 











Secondo una comune diceria il nostro è  (sarebbe) un paese di santi, eroi e navigatori: lo suggerisce se non altro una lunga storia anche di facili credenze. Ma forse qualcosa sta cambiando o addirittura è già cambiato. Probabilmente, alle etichette di cui sopra, occorrerà aggiungerne qualche altra che prende spunto e sostanza da tutto ciò che è accaduto nell’ultimo scorcio storico, diciamo  gli ultimi venti a trent’anni. Il ventaglio delle occasioni è assai vasto e coinvolge tutti gli aspetti della vita sociale, politica e culturale.
 E’ facile fare degli esempi per legittimare come i nostri concittadini   siano sempre più ascrivibili alle categorie dei ciarlatani e dei creduloni. Il repertorio è anzi  vastissimo.  Basta dare intanto uno sguardo alla politica: trent’anni fa un signore proprietario di mezzi televisivi  e pubblicitari  promise agli italiani di realizzare una rivoluzione
liberale (!) assicurando benessere e felicità a tutti. Sappiamo com’è andata a finire. Poi arrivò direttamente dalla ruota della fortuna di Mike Bongiorno un altro personaggio che promise una rottamazione di tutto il vecchio e di riformare il paese, inaugurando  una nuova era. Nel frattempo  s’impadronì della scena un esagitato guitto   che predicava una assoluta parità tra gli individui, ignorando conoscenze e competenze visto che, a suo dire,  ognuno poteva tranquillamente  sostituire un altro o essere a sua volta sostituito senza detrimento.
 Anche a livello per così dire  locale si è ripetuto lo stesso copione; Roma o Napoli sarebbero diventate un paradiso  per tutti: la capitale  sarebbe tornata agli antichi splendori senza vedere sguazzare ovviamente per le sue magnifiche strade topi e cinghiali   mentre la città di Partenope, pienamente efficiente e all’avanguardia,   avrebbe  raggiunto  il 70 per
cento di differenziata entro  il  2011 (!), così come la Lombardia  si sarebbe potuta vantare d’avere la migliore sanità europea (sic!). Ovviamente in questo contesto occorre limitarci ad alcuni esempi ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Qui ci preme sottolineare invece  come  i nostri concittadini abbiano sempre creduto a queste fandonie dando  fiducia  a vari ciarlatani  indipendentemente dallo loro  storia e appartenenza politica.
 Ma i ciarlatani non hanno per così dire una patria, il loro compito è quello di spacciare miracoli, grazie alle proprie doti imbonitorie; Il credulone  come si sa, a sua volta, è sempre pronto a dare ascolto  a ciò che gli viene detto e a sottoscrivere senza batter ciglio e senza la minima verifica. Infatti, lo spirito critico, che richiederebbe ogni volta  un controllo certosino,  è una caratteristica della vera cultura ma ormai anche quella è preda di  altrettanti imbonitori che
spacciano  ad esempio un romanzo, un film, un quadro o un’installazione  per un autentico  capolavoro al quale attribuire  ovviamente il  premio più prestigioso (di premi in Italia ce ne sono oltre diecimila) mentre è tutta roba stantia e  deteriorata, cosi come viene  innalzato a grande   allenatore di calcio chi è  appena una mezza tacca (ne sappiamo qualcosa a Napoli). Né va meglio nel mondo socio-economico: per anni si è creduto alla favola dei fantastici  manager Fiat  (e stendiamo qui  un velo, “parce sepulto”). Ma come sempre, ancora tutti a credere, a sottoscrivere  acriticamente. Il risultato più sconvolgente è che di questo passo ci stiamo avviando a vivere in un mondo per così dire irreale guidato da un pensiero “mainstream” che fa capo a un circolo ristretto  di “influencers” dove domina la falsità con il rischio di non poterci fra un po’ nemmeno più riconoscere davanti allo specchio.
Antonio
Filippetti



2021-07-01