articolo 2329

 

 
 
La poesia per capire e ritrovarsi
 











Il lato oscuro delle cose
La nuova silloge di Raffaele Urraro dichiara il proprio intento sin dal titolo: il desiderio/obiettivo di scoprire il vero significato delle cose.  E l’autore affida il proprio miraggio all’espressione poetica convinto giustamente che soltanto attraverso la parola della poesia sia possibile penetrare nel nucleo oscuro delle cose, ovvero delle passioni, azioni, pulsioni che animano la nostra esistenza. La fiducia diremmo che è tanta ma Urraro non nasconde le difficoltà di una simile operazione tanto è vero che si chiede subito, in apertura del suo lavoro: “ma conosceremo un giorno/ il lato oscuro delle cose?” Il soccorso in questo caso non può venire se non dalla poesia che esplora nei meandri, anche i più nascosti, dell’animo umano. Ovviamente la sfida è sempre aperta e parte da lontano; il poeta ne è consapevole quando afferma parafrasando (e modificando) l’espressione shakespeariana che “noi siamo fatti/ della stessa sostanza delle stelle”. In ogni caso resta la funzione conoscitiva della poesia che come aveva affermato Pier Paolo Pasolini è l’unico valore “inconsumabile” della nostra vita.

Raffaele Urraro
Il lato  oscuro delle cose
RP Libri, pp.90, euro 12,00


Lamento per Gina
Questa silloge di Fabio Dainotti, che viene presentata in un’interessante versione
doppia, vale a dire con traduzione con testo a fronte in inglese, si riallaccia sicuramente  ad un filone di grande tradizione, vale a dire la poesia di memoria funeraria che ha sempre  avuto un ruolo di primo piano  nella letteratura internazionale. Ma in questo caso si tratta di una scelta  motivata e  redditizia anche in termini qualitativi. Con il poema del “Lamento per la morte di Gina” che occupa la metà dell’intera raccolta, Dainotti ripercorre nella memoria la sua esperienza di uomo e di poeta e il raccordo con la congiunta scomparsa gli serve per un bilancio anche di natura personale. Ed ecco allora che la poesia diventa conoscenza di sé, momento inconfondibile per catturare noi stessi e quello che siamo stati. E a questa falsariga poi il poeta riaggancia anche gli altri poemi che compongono il libro in un “déjà vu” ricco di echi poetici da cui traspare il bisogno di capire il senso stesso dell’avventura umana e tracciare un bilancio della propria esperienza lirica ed esistenziale.
Antonio Filippetti

Fabio Dainotti
Requiem for Gina’s Death and other poems”
Gradiva Publications, pp.66,  dollari 20,00



2019-12-14