| |
| |
Ritrovarsi, tra sogni e speranze |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Questo romanzo di Raffaele Messina può essere letto a diversi livelli:il primo è quello per così dire letterale, seguire cioè la vicenda proposta dall’autore ed incentrata “romanticamente” sulla “love story” adolescenziale dei due protagonisti, Francesco e Patrizia, proiettati in una spirale storica di grande trasformazione, vale a dire il periodo che va dalla vigilia della seconda guerra mondiale agli anni della resistenza e della prima ricostruzione post-bellica. In questo c’è anche la spiegazione del titolo (ma più ancora del sottotitolo: “sogni e vicende di adolescenti tra guerra e resistenza”), il desiderio e la tenacia di ritrovarsi dopo tutto e malgrado tutto per dare senso e consistenza ai propri sentimenti. E lo scenario del “plot” in questo caso è davvero unico, poiché gira intorno all’isola di Capri per poi allontanarsene, sotto l’incalzare degli avvenimenti e farne infine ancora ritorno. Il lettore ha però anche a disposizione almeno un altro registro per meglio intendere la storia. E qui risiede forse la maggiore originalità della proposta narrativa. Il romanzo cioè non si accontenta unicamente di proporsi come tale, ma guida il lettore, capitolo dopo capitolo, attraverso gli avvenimenti che la trama svolge o suggerisce. Ed è una ricca e variegata antologia in quanto si ha la possibilità di approfondire,in virtù proprio degli spunti del racconto, episodi storici, civili, culturali, geografici che interessano il periodo in cui la vicenda è ambientata ma nello stesso tempo consentono una riflessione sempre attuale. Questo avviene in ragione del fatto che il romanzo è pensato innanzi tutto per le scuole e gli studenti che hanno la possibilità di compiere approfondimenti utili ad ogni capitolo e trovare anche una risposta alle molte questioni ancora aperte o irrisolte del nostro tempo. Si tratta di un “espediente” che seppure necessario al progetto editoriale che lo sostiene, appare particolarmente stimolante in quanto permette alla letteratura di ”spiegarsi”, vale a dire di offrire la chiave per penetrare, grazie proprio al linguaggio narrativo, aspetti e momenti che meritano - cosa che non sempre avviene - una più attenta riflessione, per capire ovviamente chi siamo e da dove proveniamo. Che è poi uno dei compiti essenziali dell’arte e della poesia. Non vi è dubbio tuttavia che a voler tralasciare questi “stratagemmi” pur utili e funzionali all’operazione posta in essere, quello che lascia maggiormente il segno nel romanzo di Messina è proprio la leggerezza con cui lo scrittore riesce a costruire la storia dei due giovani protagonisti, la capacità di realizzare un delicato romanzo di formazione sull’eco di illustri precedenti, e qui non si può non pensare in primis alla storia dell’Arturo di Elsa Morante. Ma anche per questo il libro si propone come un utile “campione” per riflettere sui destini e sulle prospettive della narrativa contemporanea. Antonio Filippetti
Raffaele Messina “Ti ritroverò” Ellepiesse edizioni pp.256, euro 9,80
|
2014-05-04
|