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L’attività artistico-culturale di Sandro Gros-Pietro è stata sempre particolarmente intensa e articolata: narratore, poeta, critico, editore, animatore di eventi e manifestazioni, possiamo dire che non ha mai smesso di elaborare “disegni” creativi particolarmente interessanti. In questi giorni Sandro Gros Pietro torna in libreria con un’ opera per molti aspetti onnicomprensiva del suo talento. “Cuore spaccato” è infatti un romanzo che può essere letto a più piani sia dal punto di vista dei contenuti che della struttura formale. Il libro potremmo infatti dire che è un resoconto esistenziale che va esplicandosi come documento intimistico di una storia passionale e per molti aspetti imprevista e nel contempo è a suo modo il manifesto di una stagione solo apparentemente superata o sopita. Il protagonita del romanzo, Gualtiero Menotti, è il paradigma di un vissuto in qualche misura ben noto. Una figura capace di sdoppiarsi tra l’impianto borghese (e sicuro) e quello rivoluzionario (e imprevedibile), nel senso che riesce per così dire a vivere due vite, la prima dentro l’alveo della normalità “mediocre” e l’altro nei meandri turbolenti ma affascinanti della “irregolarità” terroristica e pericolosa. Alla fine il lettore appare spiazzato non solo perché non riesce a farsene una ragione precisa dell’uno o dell’altro ma perché resta impigliato egli stesso nella rete che il narratore sembra tendergli quasi ad imbrigliarne la prospettiva di giudizio. Ma le due “nature” per così dire convivono nello spirito creativo, vale a dire nella capacità di Gros-Pietro di aninarle entrambe ma più ancora di farle vivere in contemporanea secondo una scansione di grande suggestione emotiva. Ed è questa la parte in cui la scrittura si rivela particolarmente felice e matura: perché tutto convive nel medesimo personaggio, nell’anima al tempo stesso pulita e nera che qualifica così spesso il “cuore di tenebra” della umanità. Per realizzare il suo proposito lo scrittore si mostra al meglio delle possibilità, vale a dire capace di padroneggiare la forma del racconto, offrendoci una testimonianza narrativa assai efficace, in virtù di una “esplorazione” linguistica consapevole dei propri mezzi. Ed è qui che si segnala il valore aggiunto del libro, vale a dire il potere di uno stile che cattura il lettore nell’incedere del “plot” narrativo con immensa suggestione. Specie laddove la descrizione dei luoghi, in particolare la Torino industriale degli anni ottanta che non ha ancora archiviato la contestazione del Sessantotto ed in cui è ambientato il romanzo, diventa il palcoscenico di una condizione esistenziale sfuggente e ammaliante che fa talvolta pensare, giusto per fare un esempio, alle descrizioni “sospese” di un Garcia Marquez .Il che traduce poi il desiderio di (ri)trovare un luogo non contaminato, se non proprio felice, in cui dare spazio alle innegabili ambizioni del cuore. Antonio Filippetti
Sandro Gros-Pietro - “Cuore Spaccato”,Genesi Editrice, pp.295, euro 16,00
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2014-01-05
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