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“Chi ha raccolto le conchiglie” romanzo di Mariacarla Rubinacci ed. LCE pp. 117 tratta una storia di sesso e di amore tra donne“tenuta forzatamente nascosta agli occhi del mondo”. Per commentare gli avvenimenti tento di paragonare la storia ad una partita di ping-pong giocata tra le lenzuola in ambienti chiusi. Il gioco appassiona. Scoperto il piacere si cercano altri incontri per provare emozioni sempre più forti, altri giocatori più esperti per imparare comportamenti nuovi per accrescere il piacere. Si cerca di diventare bravi per sfidare altri. Perché il gioco del ping-pong? Il sesso è un lancio attento e veloce tra due corpi che si sfiorano, si abbracciano, si penetrano, per vivere attimi incontrollati con tutti i propri sensi barcollanti tra moine passioni turbamenti tenerezze. Sentirsi piacevolmente liberi senza il timore di vivere “un amore sbagliato”. Il primo incontro è tra Sandra e Mara che fa la prima mossa mostrandole due bottoncini del seno acerbo nascoste e sdraiate in cabina immersa nel profumo del mare d’estate “Mara la baciò con le labbra umide e Sandra le rispose assaporandone il gusto”. L’esordio esalta Sandra. Con accortezza esplora il proprio corpo. Cerca incontra e conosce altre già tra i banchi della scuola per vivere nuovi forti orgasmi “le loro mani si cercavano sotto il banco, le carezze sotto il lembo della gonna lenivano la noia”. Mariacarla presenta Sandra non come bambola sulla sedia ma giovanissima alla ricerca di avventure per soddisfare le sue passioni, docente, sposa, madre tenera con la sua Martina. Sandra nella giovinezza evita l’inserimento nel branco che considera sacro amore e famiglia anche se comportano sacrifici, rinunce, impegni, difficoltà, noie. Sceglie le donne per storie brevi di sesso celate da una ialina patina d’amore che danno sorprese e giochi erotici sereni. Rompe le frontiere dei pregiudizi. Vive la sua omosessualità attenta a non farla trasparire. Consapevole della sua capacità di sedurre si mostra allegra affascinante e maliziosa. Dotata di esperienza esplora accarezza sfiora anche con le mani ogni tratto di pelle e le sue tattili dita danno più impulso al gioco sfilando con ritmo incalzante tra le cosce e la zona pubica. La Rubinacci coglie ogni conflittualità dell’omosessualità che si dimena con muta angoscia tra il piacere e la vergogna di essere diversi. Sandra è sapientemente analizzata con i suoi turbamenti vissuti in solitudine con una maschera per nascondere i suoi segreti a tutti. Solo poche donne leggono la sua indole e le si avvicinano per portare affetto nel suo isolamento. Le angosce di Sandra nascono dal ricordo del pomeriggio in cabina. Si sente vittima di Mara, due anni più grande, finché non prende coscienza che lei non si è tirata indietro per il piacere a contatto col sesso ed ha gradito altri incontri con la sua giovanissima amante. Accetta la sua diversità, evita di ingannarsi e non teme più il disprezzo volgare degli altri. Le conchiglie sono “il puzzle dell’anima di Sandra” che lei cerca di ricomporre per una vita da donna con un uomo e una figlia. La sua natura si oppone. Vive in un guscio da cui viene fuori per vivere la sua passione istintiva e si ritrae per paura di essere scoperta. Il romanzo è una medaglia della donna. Su un lato Sandra che vive il sesso spoglio d’amore anche sposa e sull’altro Mara e Martina, una lesbica e l’altra etero ma entrambe legate al primo amore. Lo stile narrativo è strutturato nel sociale. Senza frivolezze tratta un tema attuale che molti fingono di ignorare per non dare ai “diversi” pari dignità e gli stessi diritti civili dovuti a tutti. Anche questo romanzo è accattivante e calamita l’attenzione di tanti lettori della Rubinacci. Italo Pignatelli |
2013-11-27
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