articolo 1539

 

 
 
The Voice: un mito che non tramonta
 











The voice. Vita e italianità di Frank Sinatra,  presenta in veste sorprendentemente nuova l’uomo leggenda, Frank Albert Sinatra, spogliandolo talvolta del suo alone mitico, e proponendo, oltre ad approfondimenti sulla sua vasta carriera artistica, anche aspetti prettamente legati alla sua figura di “uomo”, misconosciuti rispetto a quelli, a noi consueti, di “icona”. L’autore, infatti, traccia con la sua meticolosità di giornalista, il percorso di vita personale di Sinatra, ricostruendolo e chiarendone alcuni punti rimasti oscurati dall’ombra del mito. Il libro mostra i mille volti di Old Blue eyes, scrutandone i latenti aspetti psicologici che delineano una personalità complessa, mai banale. Immaginare un Sinatra con le difficoltà comuni ad ogni uomo, con i suoi momenti di crisi, preda delle passioni come l’amore tormentato per la Gardner, risulta forse complicato, in quanto le società moderne hanno sempre avuto bisogno di icone da stereotipare, per l’eternità, nell’immaginario collettivo.
Gildo De Stefano, musicologo e saggista, mette in evidenza, ed esplora, le radici di Frank, al quale scorreva sangue siculo da parte di padre, e ligure da parte di madre, aspetto che ha forse contraddistinto quella sua calorosità e carisma innati. Radici spezzate, perdute e ritrovate, nel suo lato di italianità, nella spasmodica ricerca di identità, di chi come lui incarnava più ruoli : il cantante, l’attore, il sex symbol, il personaggio mondano . Può darsi che sia derivata proprio dalle sue origini la passione artistica per Mina, e che ad esse sia associata il disonorevole appellativo di ’mafioso’ che pesava sul suo conto.
Troppo successo, troppo clamore, l’uomo che dominava gli anni ’70 non avrebbe potuto arrivare così lontano da solo, con il solo potere della sua voce suadente … Quel ragazzo che nacque da emigranti italiani in un sobborgo di New York, alla ricerca del sogno, osteggiato da un padre che avrebbe auspicato per suo  figlio, un
mestiere concreto e stabile. Queste ed altre le illazioni concernenti le sue dubbie relazioni con i boss siculo – americani, che  avrebbero sostenuto ed agevolato la sua luminosa carriera.
L’entusiasmo per l’Italia da parte dell’artista, d’altronde, si evince in modo chiaro anche nelle sue strepitose esibizioni nel Belpaese, basti ricordare le ultime, ben tre, solo nell’anno 1991, rispettivamente a Milano, Roma e Pompei. E fu proprio da quel piccolo paese della Campania, colmo di lacerante storia, che Sinatra decise di salutare per l’ultima volta i suoi fan italiani. Esclamò euforico, sommerso dall’immenso successo : “Salute, salute per cento anni e uno! … E buonasera...! Stasera io sono americano, genovese,  siciliano...”, forse la scelta del luogo, non fu del tutto casuale … Pompei con il fantasma della grande eruzione, poteva simbolizzare la grande frattura interiore di Frank rispetto le sue origini.
L’autore ricostruisce i tasselli della vita dell’artista non
fidandosi delle notizie ufficiali, e dei tanti scandali nei quali Frank è stato coinvolto, ma espone documenti fino ad oggi ignorati dalla stampa ufficiale, frutto delle sue ricerche personali. Approfondisce, ad esempio, la questione del concerto campano del 1991, che in origine doveva svolgersi a Napoli, fornendo dei dettagli importanti, e scandagliando ogni prospettiva ed implicazione politica che portarono al clamoroso scandalo che riempì le pagine dei giornali di tutta Italia.
La passione che nutre l’autore nei confronti dell’artista, fa vibrare di vita ogni singola pagina. Una passione nata in un De Stefano quindicenne, e consumata su dischi in vinile, in attesa delle bramate occasioni di osservare il suo idolo dal vivo, come spettatore prima, con l’occhio critico del giornalista, poi. La sua abilità è stata di farci conoscere un Sinatra analizzato a 360 gradi, musicista, attore, persona, e personaggio.
Il volume offre inoltre un’accurata discografia, che si erge sulla
vastissima produzione musicale, come una panoramica su di un’epoca che va dagli anni ’40 fino ai ’90, che The Voice dominava, ciliegina sulla torta di un prodotto editoriale pregevole e di vivo interesse.
Ad un occhio attento non può sfuggire, quindi, l’originalità, l’accuratezza e il taglio, dato dall’ autore al suo libro, capace di proporre al pubblico di appassionati e curiosi, una nuova lettura  dell’uomo tra i più affascinanti di tutti i tempi.
In conclusione, lo scorrere fluido delle pagine, l’esposizione critica e al contempo accorata,  portano l’attenzione del lettore dal "mito-Sinatra" all’ "uomo-Frank" e viceversa, lasciando un’ impressione di immediatezza e nitidezza piacevolmente inconsuete per un’opera di questo genere. Ylenia Marigliano

 


 



2011-06-17