articolo 1462

 

 
 
I fantocci della politica si chiamano "Gli sgommati"
 







di Boris Sollazzo




-Vai a destra-. "Ma è E’ senso unico...". -Me ne frego!-. E’ il navigatore di Gianfranco Fini, Benito, a parlare. Un tom tom che impone al Presidente della Camera solo la svolta a destra. E se c’è un albero: -non fa niente, spezzeremo le reni ai rami-. La musica di partenza è un canto fascista, la voce quella di Ignazio La Russa.
Ecco una delle migliori intuizioni de Gli sgommati, striscia di 8 minuti dal lunedì al venerdi, alle 21 su SkyUno, sul satellite, e alle 13 su Cielo, in chiaro, sul digitale terrestre. Un vento lieve e leggero di satira politica che riprende la tradizione di gomma e gommapiuma che ha fatto il giro del mondo. E non pensate solo agli inimitabili Muppets, surreale e irriverente racconto di un gruppo di mostriciattoli che sono entrati nella leggenda e nell’immaginario comune per le loro avventure impossibili, per i loro dialoghi deliranti e pungenti, per la forza espressiva che andava oltre la loro pelosa presenza scenica.
La plastilina,
lagomma e la "Gommapiuma" - così si chiamava uno degli antenati della trasmissione Sky, in onda sull’allora Fininvest nei primi anni ’90 - sono stati sempre veicolo di satira. Sorta di caricatura in 3D, prima che fosse inventato, raccontava il teatrino della politica con queste marionette parossistiche e divertenti. In Europa e nei paesi anglosassoni hanno rappresentato un mezzo efficacissimo di satira. Si pensi solo a Le guignols de l’info, un appuntamento fisso su Canal + per i francesi, un geniale e feroce sguardo sulla politica francese che non ha mai risparmiato niente e nessuno, entrando spesso a gamba tesa nella lotta tra gli schieramenti e, come nel 2002, permettondosi anche endorsement diretti e politicamente scorretti, in tutti i sensi. Storico fu l’invito a votare Chirac contro Le Pen, -per non finire come l’Italia-. Un salotto senza rete in cui dire tutto, e in libertà, con i politici, anche i più estremisti e permalosi, che mai si sono azzardati a intervenire, telefonare,querelare, polemizzare. Anzi, spesso chiedono di essere inclusi nel caso di dimenticanze.
Lo stesso era per l’anglosassone Spitting Image (1984-1996), che arrivò a vincere un Bafta, degno erede di una tv britannica che, non lo dimentichiamo, per decenni seppe valorizzare talenti fuori dal conformismo e dai giochi di potere. Fossero essi i comicissimi e inarrivabili Monty Python o Ken Loach con i suoi mockumentary sociali. Spitting Image rimarrà inarrivabile soprattutto per le scenette cult tra la lady di ferro Margaret Thatcher e un tonto e spassosissimo Ronald Reagan spesso vestito come un biker e con il ciuffo alla Elvis a cavallo di un Harley Davidson. Ma c’erano anche il mito calcistico Bobby Robson, le icone rock Jagger e McCartney, dei malandatissimi Ringo Starr e Keith Richards, così vecchio da sospettare lui stesso di essere già morto. Un gran dolore pensare che quei capolavori di lattice e plastilina siano andati all’asta. Sotheby’s in quell’occasione trovò
addirittura unpupazzo di Osama Bin Laden: gli autori del programma, prima della chiusura, pensavano di lanciarlo. Avevano già capito tutto.
Quello splendido connubio tra arte - i pupazzi erano meravigliosi - e testi irresistibili, fu ripreso in pieno da Teste di gomma (1987-88), in Italia. Per i suoi "protagonisti" usava gli stessi artigiani di Spitting Image, mettendo però in campo una squadra di straordinari autori che andavano da Giga Melik a Giovanna Gravina Volontè. Pallas Andreotti che era condannato a parlare e "ballare" Tempo di Jovanotti, Craxi Driver erano solo alcuni dei gioielli che ci ha regalato Teste di gomma (introvabile persino su youtube, purtroppo) sull’allora Tele Monte Carlo, quando le gestioni della brasiliana Rete Globo e poi di Ferruzzi la rendevano, di fatto, un terzo polo di nicchia e qualità. Lì c’era anche una sigla firmata da un certo Fantomas che altri non era che Alessandro D’Alatri.
Difficile dimenticare questo programma, papà de Gli Sgommati,
anche perchéveniva dalla stessa factory. La produzione attuale, la Palomar, infatti fa a capo a Carlo degli Esposti, allora nella Videa che fece nascere Teste di gomma.
L’esperimento, rispolverato 23 anni dopo, sembra riuscito. Cominciato il 24 gennaio, deve ancora prendere ritmo e cattiveria. E’ partito bene, comunque, regalandoci un garbato panorama di (troppo?) simpatici matti al potere. Ne ha ridicolizzato vizi e vezzi senza infierire, dal Vendola poeta al Fini in spider, passando per Bossi che è sì di gomma, ma "di gomma dura". Ora deve essere all’altezza di padri, fratelli e cugini che l’hanno preceduto. L’Italia, purtroppo, ha nella realtà una fucina di battute e situazioni grottesche che da tempo ha superato ogni fantasia, erotica e non. Ha un livello di difficoltà, quest’epoca, che gli antenati Teste di gomma e Spitting Image, così come il coevo ma esperto Le guignols de l’info, non hanno avuto. Per questo si deve evitare l’effetto Bagaglino - che si ravvisa un po’ nella
conduzionedel Biscardi gommato troppo moscia - e puntare sul surreale e il demenziale, rimanendo, allo stesso tempo ancorati alla realtà con una cifra stilistica e comica originale.
Ecco perché in qualche modo piace lo spirito anglosassone e transalpino delle ispirazioni, ma anche l’impostazione di testi e battute alla Guzzanti (Corrado). Naturalmente, almeno per ora, con le debite proporzioni. Per un’Italia drogata dal grande bluff di Striscia la Notizia, Gli Sgommati possono diventare un vero toccasana.




2011-01-26