| |
| |
Dell’Utri: -Dietro alle carte ritrovate di Pasolini molti gialli d’Italia-
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Un inedito che potrebbe svelare molti misteri italiani. Si infittisce così ’’il giallo della tragica scomparsa di Mattei, la stessa scomparsa di Pasolini e forse qualche altro fatto dell’epoca che ormai fa parte dei cosiddetti misteri d’Italia. Quelle cose che ancora oggi sono tutte da scoprire’’. Così il senatore del Pdl e noto bibliofilo Marcello Dell’Utri, all’indomani del suo annuncio del probabile ritrovamento del dattiloscritto di ’Lampi sull’Eni’ di Pier Paolo Pasolini, che avrebbe dovuto costituire un capitolo del romanzo incompiuto ’Petrolio’, parla all’ADNKRONOS del ’’giallo’’ delle carte scomparse, che dovrebbero essere svelate all’apertura della XXI Mostra del libro antico di Milano, in programma dal 12 al 14 marzo. Dell’Utri avverte: ’’Non si facciano strumentalizzazioni, non parlo di queste cose perché obiettivamente non so ancora cosa ci sia stato dietro a questi misteri. Certamente un cosiddetto giallo quello sì, potrebbe esserci stato e se venisse fuori una trama vera con la soluzione finale, sarebbe un bene per tutti’’. La scoperta del dattiloscritto di Pasolini ’’è tutta da verificare. Intanto - ribadisce il senatore - ho dato la notizia di questa scoperta che mi è stata annunciata, spero si faccia in tempo per la mostra del libro antico di Milano. Si annuncia questo interessante inedito, che attendiamo materialmente di vedere, e si annuncia una cosa interessante. Anch’io sono molto curioso di capire di che si tratta, e spero non sia soltanto un annuncio’’. ’’Non ho ancora letto queste pagine, ho letto una sintesi. Non saprei dire se queste scritture siano di Pasolini o meno. In ogni caso, aspetto di vedere questo dattiloscritto che mi è stato annunciato. Però - rimarca il senatore bibliofilo - c’è una cosa interessante: si è scoperto o meglio dissotterrato forse un libro che era scomparso, libro dal quale Pasolini trae le argomentazioni per il famoso capitolo ’Lampi sull’Eni’ di ’Petrolio’. Questo libro (’Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente’ di un autore anonimo che si firma Giorgio Steimetz, ndr) è un libro che fu editato nel 1972 e sparì dal mercato, in maniera direi quasi rocambolesca perché non fu proprio neanche depositato nelle biblioteche nazionali per il deposito obbligatorio, quello legale. Per cui già la scoperta di questo libro mi sembra interessante, poi vedremo il resto. L’appuntamento è alla Mostra del Libro antico’’. Intanto, il giallo sul capitolo mancante arriva a teatro. Lo spettacolo di Gabriele Vacis, ’Il signore del cane nero - storie su Enrico Mattei’, che ha debuttato ieri sera a Torino in prima nazionale, si sviluppa proprio intorno alla fatidica domanda ’che fine ha fatto il capitolo mancante del romanzo di Pasolini che riguarda l’Eni’? Secondo Vacis, il senatore Dell’Utri - starebbe facendo ’’propaganda’’. ’’Stamattina, quando ho letto la notizia sui giornali - commenta il regista - non ci potevo credere. Mi son detto: ecco chi ce l’aveva! Ma dovendo fare una riflessione seria dico che la questione è complessa. Da un lato la cugina di Pasolini (Graziella Chiarcossi, ndr) ha sempre sostenuto che il capitolo non sia scomparso. Però in effetti, nel capitolo successivo Pasolini fa riferimento alle imprese antifasciste nella Resistenza di Mattei dicendo di averne già parlato nel paragrafo ’Lampi sull’Eni’ e quindi potrebbe essere che sia stato rubato’’. Sulle dichiarazioni di Dell’Utri, Vacis non si sbilancia: ’’Vedremo quando lo tirerà fuori, perché in quel momento, naturalmente, dovrà anche spiegare da chi e come lo ha avuto’’. Anche perché, secondo Vacis, si tratta di un pezzo ’scottante’ di storia del nostro Paese. ’’La morte di Mattei è uno dei misteri italiani - dice il regista -. Fanfani diceva che era il primo atto della ’strategia della tensione’, ed io nel mio spettacolo cerco di capire proprio i rapporti tra le due figure cardine dell’Eni, Cefis e Mattei, la contrapposizione tra il ’mistero’ e il ’fare’’’. Dunque, perché Dell’Utri avrebbe dichiarato di essere in possesso di un documento così scottante? ’’Una sola parola: propaganda - conclude Vacis -. Come tutto il resto, in questo momento’’.de Adnkronos |
2010-03-04
|