Aumentano gli omaggi napoletani ad Enrico Caruso
 







Rosario Ruggiero




La città di Napoli non interrompe le sue celebrazioni dedicate ad uno tra i più incliti suoi figlioli, il grande cantante Enrico Caruso, in occasione dei cento anni dalla scomparsa dell’artista, anzi li infittisce, così che addirittura nella stessa giornata si sono ultimamente succeduti due diversi eventi imperniati sulla figura dello straordinario tenore, entrambi sotto l’egida della Casa Museo Enrico Caruso.
Ore 11, in pieno centro storico cittadino, all’aperto, “Tributo a Caruso”, organizzato dall’associazione culturale Mastro Masiello Mandolino e da La bottega del mandolino, nel corso del quale il gruppo musicale Mastro Masiello Mandolino ed i suoi componenti, Lino Perrella, Carmine Assorto, Gianni Pignalosa, Peppino Bonetti, Michele Serao, Massimo Manna, Massimo Pensa, Raimondo Accardo, Mario Marigliano e Massimo Sagnibene, hanno accompagnato, al suono dei loro strumenti a plettro la generosa voce del tenore Andrea Cesare Coronellapoi infaticabile protagonista, nel pomeriggio della stessa giornata, anche dello spettacolo “Il grande Caruso”, tenutosi tra le mura dell’Arca’s Teatro, presentato da Vittorio Lucci, su testo di Salvatore Orlando, con Susy Liparulo, Enzo Sarrubbo, Gennaro Scotto e Daniela Lammoglia, e la partecipazione del proprietario della Casa Museo Enrico Caruso, Lello Reale e del direttore di questa sensibile istituzione Gaetano Bonelli.
«Un’esperienza che ho trovato commovente, quella mattutina, per lo spirito genuino e solidale del pubblico che ha risposto partecipe alla mia voce – commenta Andrea Cesare Coronella, napoletano trasferito a Parma, tenore che nel suo nutrito curriculum può annoverare studi addirittura svolti con Luciano Pavarotti e con il maestro di questi Arrigo Pola – D’altronde anche a Parma ho l’opportunità di coltivare la mia robusta passione per Enrico Caruso e per la divulgazione della canzone classica napoletana grazie alla preziosa collaborazione  con l’EnsembleMandolinistico Estense del maestro Roberto Palumbo, sia per quanto riguarda l’esecuzione musicale che la ricerca di materiale inedito. Circa l’evento serale, che dire? La Casa Museo Enrico Caruso mi ha conferito il titolo di “ambasciatore carusiano”. Un tenore, tra l’altro napoletano di nascita come me, cosa potrebbe volere di più?»






2022-06-30


   
 



 
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