L’amor vitae nella poesia di Corrado Calabrò
 











Carlo Di Lieto torna ad occuparsi a distanza di circa due anni dell’opera  poetica di Corrado Calabrò. Dopo “La donna e il mare”, infatti, lo studioso  affronta  la scrittura di Corrado Calabrò in una lunga e penetrante monografia  nella quale mette a fuoco  la  poliedrica complessità della produzione creativa del poeta calabrese  attraverso la specola esegetica della psicoanalisi. Questa nuova indagine si è resa necessaria e ineludibile,  a giudizio di Di Lieto, per comprendere in modo radicale, questo complesso e straordinario autore. Il vasto scenario fantasmatico viene visto attraverso la rifrangenza del trasalimento onirico e il flusso incalzante delle immagini, che compongono il frastagliato regesto dello scenario inconscio del poeta. È la storia segreta che Calabrò intrattiene con il sentimento del tempo e con le emozioni ferite, in uno spazio del tutto distante dal mondo reale, nel magmadell’irrazionale e dell’imperscrutabile illimite.  L’io centrifugo può esser letto secondo il principio di piacere e l’onirismo delle immagini, grazie a queste categorie di riferimento, ci consente di avvicinarci ad analogie e differenze dell’io lirico del poeta, costruendo un innovativo discorso critico sulla fenomenologia letteraria. Varcando i limiti delle teorie del “fantastico”, è possibile analizzare la pluralità delle forme dell’inconscio, nel segno della “materia dei sogni”.
Calabrò elabora un “pensiero dominante”, con la forza dirompente della metafora e di un verso alato, che costruisce dinamicamente il suo ritratto di autore geniale e poliedrico. Con fine rigore esegetico, Carlo Di Lieto mette insieme  su due piani paralleli, l’intelaiatura della vita cosciente con quella della misteriosa realtà inconscia del poeta. Il flusso ininterrotto dell’io investe  così la logica della visionarietà e il sottosuolo delle tracce mnestiche, determinando laconsapevolezza dell’altrove e dello straniamento, che convivono c con il metodo delle libere associazioni.
Visionarietà e sogno sono accomunati in un’analisi critica inedita e suggestiva,  in grado di ricostruire, non solo i moti della mente del poeta, ma anche di perlustare il fondo segreto delle sue latebre insondabili. L’esperienza poetica diventa flusso desiderante di un “amor vitae”, che traspare dall’assorbimento trasversale di una travolgente energia vitale. Calabrò tenta così  di cogliere l’infinito e il potere trascendente dell’emozione, affidato al potere salvifico della poesia e alla magica seduzione della scrittura.
Antonio Filippetti

Carlo Di Lieto
Corrado Calabrò e “la materia dei sogni”,
Vallardi Editore, pp.392, euro 15,00






2018-08-15


   
 



 
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