L’ io diviso e il piacere dell’analisi letteraria
 











Se volessimo far riferimento a un popolare adagio potremmo dire che l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Ma in questo caso il “colpevole” di turno è un critico letterario che ha fatto del proprio metodo d’indagine la ragione stessa del suo  pregevole lavoro. Carlo Di Lieto affronta infatti in questo nuovo libro  testi e autori fondamentali per l’avventura letteraria e ce li propone secondo un’ottica esegetica originale, vale a dire attraverso una esplorazione psicoanalitica.  E’ del resto un proposito dichiarato sin dall’inizio, deducibile dall’epigrafe latina di Sant’Agostino che il saggista antepone alla sua ricerca e che tradotta in italiano suona più o meno così: ”non uscire da te stesso, rientra in te, la verità risiede nell’interiorità dell’uomo”. E’ un principio per così dire metodologico che il critico adotta e persegue con grande acume e coerenza.  L’io diviso a  cui allude il titolo  è ladissociazione tra  patologia e normalità psichica che non ostacola il processo creativo, anzi  riesce spesso a realizzare una straordinaria fusione destinata ad esiti incomparabili.  Ed è quello che possiamo registrare nelle opere di grandi autori che Di Lieto non si stanca di analizzare lungo un percorso che si dimostra sempre ricco di fascino e di sorprese. Se nel precedente “Chi ha paura della psicoanalisi”, Di Lieto si è concentrato in particolar modo sulla letteratura di casa nostra, con solo qualche escursione su altri versanti geografici, in questo volume il critico si dedica in modo particolare ai grandi autori della letteratura straniera, da Dostoevskij a Flaubert, da Joyce a Kafka, da Cervantes a Baudelaire, da Proust a Stevenson.
I meriti ascrivibili a questo nuovo lavoro di Di Lieto sono a mio avviso principalmente di due tipi. In primo luogo è possibile leggere e rileggere grandi classici di straordinari autori in una chiave insolita,  giacché ilmetodo usato dal critico ci consente di scoprire  peculiarità  spesso nascoste in pieghe non abbastanza disvelate, ci permette cioè di  entrare negli anfratti più reconditi  dell’immaginazione  laddove   si origina e dispiega la visionarietà creativa.  
In secondo luogo – ed è questo forse il merito principale dell’operazione posta in essere dallo studioso -  l’opera di Di Lieto  rappresenta per così dire un invito a riconciliarsi con l’esercizio della critica letteraria che   appare oggi  sempre più in disarmo vista la predominanza di   applicazioni esegetiche di routine, affidate quasi sempre ad occasionali figure  di pseudocritici  e ad altrettanto improvvisate  interpretazioni surrettizie ovvero dilettantesche. Questo testo viceversa rappresenta un ulteriore capitolo di un percorso di analisi atto a scandagliare  valori fondamentali dell’esperienza culturale del passato come delpresente e costituisce un serbatoio da cui attingere per meglio  riconoscere e capire  i modi in cui si è esplicitata nel tempo  la funzione creativa.
Antonio Filippetti

Carlo Di Lieto
L’Io diviso – La letteratura e il piacere dell’analisi
Marsilio editori ,pp.440, euro 35,00






2017-11-30


   
 



 
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