Il Grenoble compie cento anni
 


Compleanni culturali









L’Institut Francais di Napoli, dopo quello di Firenze primo al mondo nel 1909, denominato dai napoletani Grenoble l’antica “Granopoli”, perla delle Alpi francesi, ricca di duemila anni di storia, nasce nel 1919, subito dopo la guerra, per intensificare cultura e relazioni nel Sud Italia. Sorge per ricordare il regno di Roberto d’Angiò e Gioacchino Murat. Antichi sono i rapporti tra l’Università di Grenoble, fondata nel 1339 da Papa Benedetto XII e dal delfino Hubertus II de la Tour du Pin, che istituì nel 1895 la prima cattedra di letteratura italiana, e la Federico II, prima Università popolare, voluta da Federico II di Svevia. Il Grenoble di Napoli dopo Palazzo Bagnara in piazza Dante si trasferisce nel cinquecentesco Palazzo Corogliano in piazza San Domenico ed infine nel 1933 nell’attuale sede in via Crispi n.35, edificio progettato nel 1884 da Lamont Young architetto nato a Napoli da padre scozzese e madre indiana. Facciata con tufo avista, stile neorinascimentale su tre livelli, con sei medaglioni in cui sono inserite teste scolpite in terracotta di Newton, Pascal, Raffaello Sanzio, Byron, Beethoven, Platone. Ha la Mediatheque “Andrè Malraux” con 51 mila volumi, rare edizioni tra cui l’Encyclopedie del 1777 di D. Diderot e J. B. d’Alembert, 220 collezioni di riviste internazionali e 38 abbonamenti a periodici e quotidiani, una Ludhoteque, sala conferenze con 250 posti, teatro per 400 spettatori, quattro sale orange, bleu, fucsia, jaune per mostre, giardino e terrazza panoramica.  Parigi e Napoli gemelle culturalmente. Rivoluzione per la libertà e la democrazia a pochi anni di distanza con esiti differenti. Illustri a Napoli nel Gran Tour: Stendhal, nato a Grenoble, attratto dal San Carlo definisce capitali in Europa solo Parigi Londra Napoli, Montesquieu, Zola, Dumas figlio, Valery, la bella Colette, Claudel, Mercier, Rimbaud, Bourget, Stevens, Hawkins, Wllette, Dukas, Ravel, Fauré, Chausson, Satie. Debussyal Café Gambrinus musicò la sua “mandoline”. Tra loro D’annunzio Scarfoglio, Serao e Marinetti che pubblica il Manifesto Futurista prima a Napoli il 14.2.1909 sul periodico locale “La Tavola Rotonda” e poi sul Figarò e a teatro a Parigi. Ospiti del Grenoble scienziati, storici, filosofi, scrittori, musicisti, cantanti, poeti: André Gide, Premio Nobel per la letteratura nel 1949, Luc Montagnier Premio Nobel per la medicina nel 2008 per la scoperta del virus dell’AIDS. I musicisti Ohana, Canino, Accardo, Ciccolini, Meunier; pittori Bonnard, Pignon Luce, Denis. Scrittori e filosofi: Sartre, Simenon, l’argentino Bianciotti, lo spagnolo Semprun, Lyotard, Glissant, Derrida, Tournier, Fernandez, Augé, Eco, la bulgara Kristeva. Il primo direttore dell’Istituto è stato Masson 1919-30. Soulier primo in via Crispi. Prestigiosa e nota è la scuola di lingua italo-francese “Alexandre Dumas” e il Centro di ricerche archeologiche “Jean Berard”. All’inaugurazione della mostra “Un Logo per il Centenariodell’Institut Francais Napoli”, Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia “Da un secolo l’Institut français fa da ponte tra Napoli e la Francia, fortificando i legami stretti e intimi che esistono tra le due culture italiana e francese. È nel giardino del Grenoble che André Gide pronunciò la sua ultima conferenza pubblica, nel 1950, intitolata “A Napoli – Riconoscenza all’Italia”. Dobbiamo celebrare questa ricca storia franco-partenopea, ma dobbiamo soprattutto farla vivere ancora.” Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli “È festa per la città il centenario del Grenoble. Festa di Giovine Europa e “pensiero meridiano”.  Non tramonterà una solida amicizia che supera i conflitti contingenti e la boria delle nazioni per continuare ad alimentarsi della cultura che ha fondato il “moderno” della universalità dei diritti e della umanità libera, uguale, fraterna. Lavoreremo insieme anche nel nostro “Maggio dei Monumenti” che ha per tema: “Il dirittoalla felicità. Filangieri, il Settecento, le Costituzioni”. Laurent Burin des Roziers, Console generale di Francia a Napoli, direttore dell’Istitut français di Napoli, “Dal 1919 la nostra fortuna è di essere presenti in uno dei centri più vivaci della cultura europea dove creare legami con la Francia. Tanti sono i grandi nomi che hanno visitato il Grenoble negli anni, da Gide a Jean-Paul Sartre, da Julia Kristeva a Jorge Semprun. Siamo fieri di aver cominciato le celebrazioni del centenario con l’omaggio a due immense figure del teatro europeo, Toni Servillo e Louis Jouvet, e con questo concorso tra giovani grafici francesi e napoletani.” Giulio Baffi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli “Quella del “centenario” dell’Institut français di Napoli è una occasione di particolare importanza per salutare l’incontro possibile ed il confronto fruttuoso tra giovani energie che misurano loro fantasia e loro competenza alla ricerca della “rappresentazione” culturale di un segnografico che ne riassuma gli umori comuni.  Ribadire la possibilità, e la volontà, di mettere insieme i nostri allievi per misurane intelligenza, creatività ed entusiasmo, è occasione che l’Accademia di Belle Arti di Napoli ha accolto volentieri e nel segno di un’antica consuetudine di amicizia e collaborazione che si proietta nel nostro presente ed in un futuro che ci auguriamo possa vederci percorrere strade parallele e convergenti. Partecipanti dell’École Estienne di Parigi: Alice Aussud, Pierre Bonnet, Justine Brousseau, Agathe Gombaud, Fanny Guilhen, Laura Le Gal, Lou Legras, Julien Loutrein, Athina Perroux, Cassandre Siebert, Sara Tantane, Maïa Toutlouyan, Coline Vignaud. Accademia di Belle Arti di Napoli: Francesco Arena, Alessandra Boni,Alfonso Califano, Giuseppe Crisci, Valeria Criscuolo, Anna Cubitosi, Paolo De Angelis, Margaryta Degusar, Sergio Di Lorenzo, Mariachiara Di Paolo, Fiorella Esposito, Veronica Esposito, Catello Ferrigno, Anna Chiara Finelli, Angela Fortunato,Carola Garofalo, Simone Gentile, Antonio Giamè, Cristian Guetta, Salvatore Iannello, Maria Maddalena Leone, Xinyun Luan, Adele Manca, Valerio Mattiacci, Alessandra Miele, Claudio Pagano, Salvatore Parmosa Tagliaferro, Antonio Petrillo, Debora Picozzi, Nicole Pirelli, Pasquale Raspini, Erminio Rocco, Rosa Sagliano, Christian Tarpato, Pietro Zara, Xinyue Zhang. Due Scuole antiche e prestigiose. L’Accademia di Belle Arti di Napoli è una delle più antiche e prestigiose d’Italia. Venne fondata da Carlo di Borbone nel 1752 e fino a un decennio fa era l’unica Accademia dell’Italia meridionale peninsulare, costituendo così un luogo importante per lo studio delle arti a Napoli e nel meridione d’Italia dalla metà del XVIII secolo ad oggi. Ha accolto, come studenti e come maestri, artisti di rilievo della storia dell’arte napoletana della seconda metà del Novecento: Giovanni Girosi, Nino Longobardi, Mimmo Jodice, Augusto Perez, Gianni Pisani e Guido Tatafiore. École Estienne di Parigi, nata comescuola di arte grafica industriale e mestieri della tipografia fondata nel 1889 è oggi la scuola del design di comunicazione e delle arti del libro. Associando tradizione e innovazione. Ha formato artisti famosi come l’illustratore Lucien Fontanarosa, il fotografo Robert Doisneau, i disegnatori Cabu e Siné, il tipografo Albert Boton.  Il primo premio è stato assegnato a Lou Legras dell’École di Parigi con la motivazione “all’apprezzamento per l’eleganza della proposta grafica, la sua efficienza narrativa e la sua capacità a mettere in rilievo la ricca storia del Grenoble”. Secondo premio a Valeria Criscuolo dell’Accademia di Napoli per “la sua audacia formale, il suo spirito d’innovazione e la sua coerenza grafica”. La prima è stata premiata con un soggiorno di una settimana a Napoli all’Institut français e il proprio logo sarà presente nelle celebrazioni del centenario. Valeria avrà un week-end a Parigi alla Cité internationale des arts. Nel primo logo il segno fluido continuoparla di un rapporto costante nel tempo dei rapporti culturali tra Napoli e Parigi. Nel logo di Valeria il suo “100” forte come pilastri simboleggia la possanza della cultura e dell’amicizia tra le due città. Le celebrazioni del centenario vedranno una programmazione, ricca di iniziative inedite tra appuntamenti di arte, cinema, letteratura e spettacolo promuovendo incontri tra culture di artisti della scena franco-partenopea: Jean-Philippe Toussaint, Amélie Nothomb, Catherine Cusset, Maylis de Kerangar, Erik Orsenna, Philippe Lançon, Iasmina Reza, Gilles Kepel, Laurent Pelly, Jose Montalvo, Ariane Mnouchkine, Mathieu Sapin, Stéphane Brizé, Noémie Lvovsky, Benoit Jacquot. Un ciclo di film per celebrare Napoli e la Francia: “Cadaveri eccelenti”, “Le Mépris”, “Plein Soleil”, “Naples au baiser de feu”, “Il Giudizio universale”, “Toto’ a Parigi” e “Luisa Sanfelice”. Mostre di artisti francesi per i quali Napoli fu una fonte d’ispirazione importantissima: Ernest Pignon-Ernest, SimonClavière, Renaud Auguste-Dormeuil e Yves Jeanmougin. La gastronomia, con il Banquet du centenaire il 21 marzo. Musica popolare con Neapolis Ensemble il 6 maggio, e momenti di festa con il Ballo in maschera du centenaire il 21 giugno. A settembre il seminario, in occasione della pubblicazione della tesi di Sandrine Iraci sulla nascita e lo sviluppo dell’Istituto francese di Napoli, con la partecipazione di Gilles Pécout, specialista della storia franco-italiana, rettore dell’Académie de Paris, ma anche di altri ex-direttori, insegnanti e studenti del Grenoble, come Dominique Fernandez e Jean-Noël Schifano. Nel 2019 l’Istituto francese di Napoli sarà più che mai partner della Città di Napoli, della regione Campania, delle Università, delle grandi Istituzioni e dei festival napoletani durante tutto l’anno, come il Real Teatro di San Carlo, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il MANN, il Museo Madre, il Teatro Bellini, il Teatro Stabile Napoli, il Napoli Teatro Festival, il Comicon, ilNapoli Film Festival, ArteCinema, Venezia a Napoli, Piano City, Corti Sonanti, Omovies e molti altri. La cultura non usa violenza non fa rumori assordanti ma lambisce delicatamente il cervello anche di chi non ha potuto studiare come l’onda che muta si posa sulla spiaggia. Antidoto contro razzismo violenza guerre omofobia discriminazione religiose.
Italo Pignatelli






2019-02-07


   
 

 

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