Carmine Di Ruggiero
1955/2015

 











Al Pan/Palazzo delle Arti è stata recentemente in mostra una interessante retrospettiva (1955/2015) del Maestro Carmine De Ruggiero già titolare della cattedra di Pittura e Direttore dell’Accademia di Belle Arti negli anni della seconda metà del Novecento, alternandosi con gli altri  che ho potuto conoscere: Carlo Alfano, Renato Barisani, Matelda Balatresi, Antonio Borrelli, Renato De Fusco, Lucio Del Pezzo, Armando De Stefano, Bruno Di Bello, Mimmo Jodice, Raffaele Lippi, Rosaria Matarese, Luigi Mainolfi,  Emilio Notte, Augusto Perez, Mario Persico, Gianni Pisani, Giuseppe Pirozzi, Domenico Spinosa, Tony Stefanucci, Guido Tatafiore, Armando Venditti ed Elio Waschimps, alle  cui opere in mostra ho potuto dedicare qualche scritto.
L’intento è per il Maestro riprendere un discorso sull’arte che desti interesse tale da amplificare la ricerca, rinnovarla. De Ruggiero in mostra espone, occupando l’intero secondo piano delMuseo, opere che comprendono anche gli anni in cui, il giovane allievo sensibile alla scuola  del suo maestro Emilio Notte, aveva mosso la sua ricerca, dai colloqui col maestro sul cubismo ed il post-cubismo, pervenendo, con un processo controllato e razionale, alla realizzazione di tavole costruite con un gesto deciso che  Gillo Dorfles definì “vortice impetuoso”, esaltanti i valori pittorici della linea e della macchia materica (nella allusione a Pollock e a de Kooning). L’astrazione geometrica, che ha interessato molti giovani artisti del secondo dopoguerra può farsi risalire alla fina del XIX secolo:  i primi artisti erano stati Kandinsky, Klee e Mondrian mentre in Russia l’astrattismo si esprimeva con il raggismo di  Larionov. I  rapporti di De Ruggiero con l’arte italiana e internazionale fanno ricordare altri artisti, più o meno coetanei, che acquisirono grande successo e ancor oggi sono attivi, come Eduardo Palumbo napoletano, che sebbene abbiatrascorso molti anni della sua vita a Roma, ha anch’egli esposto in tutta Italia e in Europa. Ricordo di Palumbo l’ultima mostra di grande successo nella Reggia di Caserta nel 2009 per la quale il Catalogo fu curato da  Raffaele Gavarro (pitture 1957-2009), oltre le successive mostre nelle Gallerie romane.
Tra le numerose date da segnalare, nell’ambito storico, è il 1976 quando  De Ruggiero fondò il gruppo “Geometria e Ricerca” con Barisani, De Tora, Riccini, Tatafiore e Testa come ricorda ne “L’immaginario geometrico”  e in  “Avanguardia a Napoli” del 2017 Luigi Finizio.
Dal 2002, il Maestro, partendo da collages costruisce grandi combine painting, orizzontali o verticali in cui il fondo, spesso bianco, mette  in rilievo i materiali adoperati: carta, scrittura a caratteri tipografici, chiodi, legno, tubetti dei colori, altri oggetti ed un acceso dripping.
Il 2009 fu l’anno in cui ricordo le più acclamate esposizioni sulle opere ispirate allageometria, composte di opere italiane e straniere: a Napoli “In forma Geometrica”  a Castelnuovo, a cura di Rosario Pinto e “Tracce segniche” cui parteciparono Carmine Di Ruggiero, Auriemma, De Tora, Ferrenti, sempre  a cura di Rosario Pinto, con il contributo di Franco Lista.
Molti artisti italiani e napoletani, che avevano dato la loro adesione alla Corrente Madi, esposero con “Oltre la Geometria” anche “Al Blu di Prussia”. Questa corrente nata negli anni quaranta in Argentina per iniziativa di Arden Quin, raccolse molti artisti latino americani prima di giungere in Europa ed ispirare gli artisti italiani che fusero geometria ed astrazione anche con la musica ed il colore come è accaduto a Eduardo Palumbo che, dopo la mostra nella Reggia di Caserta del 2009, con opere dal 1957 al 2009, espose a Roma, in collettiva alla GNAM contemporaneamente preparando splendidi disegni di vetrate per la Chiesa dell’Immacolata dei Miracoli.
Ci aspettiamo che tra questi due artisti,De Ruggiero e Palumbo, il discorso sull’Arte Geometrica si riprenda e che, spinti da loro, vi si aggiungano numerosi interlocutori.
Maria Carla Tartarone






2018-04-17


   
 

 

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