Al Blu di Prussia
 






Al Blu di Prussia,Napoli-Via Gaetano Filangieri
dal 3-02 al 27-04 2017




La Galleria “Al Blu di Prussia” presenta una mostra collettiva di architetti italiani,  noti sia nel campo dell’architettura che del design condotti a Napoli  da  Milano dalla  studiosa Antonia Jannone.
Un video  con esaustive interviste agli artisti accompagna la mostra  e lascia meglio interpretare la personalità di ognuno.
Tra gli architetti in mostra è Alessandro Busci che,  già “Al Blu di Prussia”  in anni non lontani, apre la strada con le sue pitture ispirate ai castelli e ai luoghi di Napoli e di Milano. Busci nato nel 1951, decide presto la sua ricerca che si esprime non solo nel colore acceso, ma nell’uso di materiali di base, come il rame, il ferro, il corten su cui dipinge con gli smalti, che influiscono sulla realizzazione di immagini sofferte, espressioniste, contemporanee che tuttavia ricordano i primi  significativi approcci pollockiani del Novecento. Nel2012 conduce in Galleria la mostra “Milano-Napoli” e nel 2014 vi giunge con “Fuoco su Napoli”. Oggi interpreta il mondo circostante  con opere in smalto e ruggine su carta dai colori più delicati ma sempre incisivi.
 Conservando l’ordine alfabetico  tracciato sull’invito, ricordo Mario Bacciocchi (Fiorenzuola d’Arda 1902-Milano1974), architetto e urbanista che giunto a Milano vi ebbe molta notorietà per la realizzazione della Torre Locatelli realizzata tra il 1936 e il ’39 in piazza della Repubblica.  Nel dopoguerra collaborò poi con Enrico Mattei realizzando per l’ENI-AGIP  stazioni di servizio, centinaia, che essenziali negli spazi occupati, nitide ed eleganti nelle varianti,  hanno determinato il carattere delle ditte committenti. In mostra  alcuni progetti architettonici per il Palazzo Littorio ed il Teatro del Lido del 1934, in matita su carta tratta da lucido.
Mario Botta  svizzero di Mendrisio inCanton Ticino (1943)  nella bella e curata città di Treviso ha riattivato con architettura adeguata ai luoghi le costruzioni dell’ex Fornace Appiani che si possono osservare percorrendo la lunga strada che conduce al centro dell’antica città intatta nei suoi canali, nelle mura, nei caratteristici mulini. In mostra ha condotto opere di design,“Vasi”, del 2012.
Piero Bottoni (Milano luglio 1903-1973), nel 1946 fu protagonista tra i fondatori dell’Istituto Nazionale di Urbanistica/INU. In quello stesso anno la Giunta insediata dal Comitato di Liberazione Nazionale bandì un concorso di idee per il nuovo Piano Regolatore della città; si vide tra i concorrenti il gruppo “AR” (Architetti Riuniti) erano, insieme a Bottoni i maggiori protagonisti dell’architettura italiana. Il progetto fu in gran parte realizzato, tranne che per un lago, oggi  adorno di giardini. Piero Bottoni fu direttore di riviste di Architettura e Urbanistica quali “Il Quadrante” e“Metron”.  A Capri  si occupò di  restaurare e rivalutare la antica Grotta di Fra’ Felice a lui affidata dove, negli anni settanta, talvolta intratteneva architetti e allievi in interessanti conversazioni. In mostra vediamo una sua opera architettonica che raffigura un progetto per l’INAIL del 1939,. a matita su carta da lucido e collage.
 Andrea Branzi (Firenze 1938) è tra i fondatori di Domus Academy, scuola di disegno industriale di Milano. Tra i premi che caratterizzano le scuole di architettura italiane ha vinto nel 1987 “Il Compasso d’oro” alla carriera. Nel 2008 ha ricevuto la laurea honoris causa in disegno industriale dalla Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni alla Università La Sapienza di Roma. E’ stato ordinario nel Politecnico di Milano alla Facoltà di Design. In mostra troviamo disegni e oggetti di design realizzati nel 2014 e nel 2015.
Michele De Lucchi (Ferrrara 1951), fin dalla laurea si dedica allaprogettazione architettonica  ed alla produzione industriale per la Olivetti di Ivrea. Nella notissima Piazza Gae Aulenti di Milano si erge un suo fabbricato del 2014, un progetto realizzato in poco più di un anno all’uscita della Metropolitana nel cuore di Porta Nuova Garibaldi, che apre su Corso Como dove sopravvivono la “case di ringhiera” anteguerra, oggi  restaurate e valorizzate; nella stessa piazza si erge altresì l’UniCredit Pavillon il più moderno fabbricato  con la più alta guglia di Milano progetto dell’architetto argentino César Pelli, dove vanno sorgendo palazzi giardino, boschi verticali dal sensibile risparmio energetico, di grande attualità. In mostra vediamo disegni e modelli architettonici in legno ispirati alla cifra stilistica classica.
Vittorio Gregotti, nato a Novara nel 1927 fu professore ordinario di Composizione Architettonica  nella Facoltà di Architettura di Venezia. Fu responsabile della Sezione Introduttiva della XIIITriennale di Milano di cui, nel 1964  vinse il premio internazionale. Tra il 1974 e il 1976 fu direttore del Settore Arti Visive ed Architetture della Biennale di Venezia. In mostra troviamo alcuni progetti professionali, in inchiostro su carta, degli anni ’70-’80.
Alessandro Mendini (1931) si annovera tra i principali progettisti, designers e teorici italiani. Architetto di grande interesse ha fondato lo Studio Mendini “Atelier Alchimia” con il fratello Francesco nel 1989. E’ stato direttore della Rivista “Casabella” e della rivista “Domus” e fondatore delle riviste “Modo” e “Ollo”. Oltre che di Architettura si è occupato anche di design per cui ha ideato oggetti per la casa e mobili. Famosa è la sua “Poltrona Proust” del 1978. A Napoli ha realizzato il restauro della Villa Comunale cancellando l’opera elegante e severa di Carlo Vanvitelli del 1805, inserendovi baretti colorati dalle strutture fiabesche e giocose.  Costruzioni analoghe possono vedersi neipressi della stazione della Metropolitana di via Salvator Rosa. Suoi sono anche i progetti delle  Stazioni Metropolitane di Materdei  e dell’Università (2000-2009). Per tali progetti l’architetto ricevette una medaglia d’oro alla Triennale di Milano del 2003. Mendini ha portato i suoi lavori in  Europa (Olanda e Germania) e in numerosi Stati dell’ Asia nonché negli Stati Uniti. In mosra troviamo disegni colorati preparatori per corsi di design: Interessante la sua intervista sul video circa la creazione della poltrona Proust.
Franco Raggi nato a Milano nel 1945, è un architetto attento alle espressioni moderne; è stato dal 1971 al 1975 redattore della nota rivista  Casabella  e della rivista “Modo”.  Si occupa anche di Design ed ha esposto alla Biennale di Venezia dove tra il 1975 e il 1977 è stato Segretario Coordinatore, mentre  tra il 1979 e l’80 è stato responsabile della raccolta del Design alla Triennale di Milano. Halavorato per Fontana Arte, per cui ha progettato spazi commerciali, occupandosi degli allestimenti di mostre anche sotto la direzione artistica di Gae Aulenti. In mostra sono esposti disegni di oggetti di arredamento.
Aldo Rossi (Milano 1931-1997).  La sua carriera è stata ricca di contatti prestigiosi. Nel 1955 fu presso lo studio di Ignazio Gardella e poi di Rogers e di Zanuso mentre era redattore della rivista  “Casabella-Continuità”. Nel 1979 diventò accademico di San Luca insegnando di poi negli Stati Uniti. Nel 1981 pubblica una “Autobiografia scientifica” e  poco dopo vince il concorso per la costruzione di un Isolato a Berlino. Nel 1983 ottiene da Paolo Portoghesi l’incarico di direttore della Sezione Architettura alla Biennale di Vennezia. Nel 1990 ha vinto il premio Pritzker per l’Architettura. Nel 1996 diventa membro onorario dell’American Academy of Ars and Letters e l’anno successivo riceve il premio speciale Cultura nel settore“Architettura e Design” della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Riceve alcuni  premi postumi tra cui l’aggiudicazione  della gara per la ricostruzione, con Ignazio Gardella, del “Teatro La Fenice” di Venezia . Egli ha sempre ritenuto che le sue architetture dovessero essere  organiche al resto della città. In mostra troviamo interessanti disegni architettonici colorati.
 Ettore Sottsass (1917- Milano 2007) architetto tra il fantastico e il razionalista,  ha vinto ben quattro premi ”Compasso d’oro”. Nel 1948 entra nel MAC e partecipa alla prima  Mostra Collettiva di Milano. Nello stesso anno promuove una Collettiva a Roma dedicata all’Arte Astratta; successivamente aderisce allo Spazialismo in  cui si rivelano in parte le immagini in mostra. Nel 1958 iniziò la sua collaborazione con la Olivetti che si protrasse per circa trent’anni con eleganti e ammodernate variazioni degli oggetti tecnici nel tempo. Molte delle sue opere siconservano a Parigi, Osaka, Colonia, Londra, Amsterdam e New York. Dal 2005 al 2007 si dedica anche alla critica. A Parma il Centro Studi, Archivio della Comunicazione, conserva 9918 suoi schizzi e disegni, 3940 disegni esecutivi e 24 sculture. In mostra alcuni acquerelli mostrano la precisa rappresentazione del “volume”.
 Velasco Vitali (Bellano 1960) è un architetto interessato maggiormente alla pittura come il padre Giancarlo; le sue rappresentazioni propendono al visionario e all’onirico. Tra le mostre esposte già da giovanissimo, tra il 1985 e l 1986, ve ne sono di quelle a cura di Sgarbi. E’ degli anni 87-92  la mostra “ Il paesaggio Cancellato” ispirata alla alluvione del 1987. Egli lavora altresì sul ritratto ma è il paesaggio che lo affascina, molto il paesaggio siciliano (per lui la Sicilia è nera) che mise in mostra extra  moenia nel 2006. Dal 2003 lo attrae anche la scultura. Ha partecipato alla Quadriennale di Roma del 1999 e allaBiennale di Venezia del 2011.  In mostra tre opere, olio e acrilico su tela del 2011, rivelano la sua passione per l’architettura rappresentata tra il realistico e l’onirico.
 Maria Carla Tartarone







2017-02-13


   
 

 

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