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Alan Turing (Londra, 1912 - 1954) è stato un matematico di eccelsa levatura pratica e uno scienziato lungimirante, una specie di Jules Verne della tecnologia, universalmente riconosciuto - con la sua macchina di Turing - quale padre della stirpe dei computer, fondamento essenziale dello sviluppo tecnologico e scientifico della società odierna. È di questi giorni il film “The imitation game” (USA, 2014) del regista Morten Tyldum con protagonisti Benedict Cumberbeach nel ruolo di Alan e Keira Knightley in quello di Joan, pluricandidato agli Oscar. La pellicola, con qualche concessione fantasiosa, descrive la parte più interessante della vita scientifica dell’uomo e si ispira alla biografia di Andrew Hodges (Londra, 1949), anch’egli matematico, “Storia di un enigma”, pubblicata nel 2012 dalla Bollati Boringhieri. Con la macchina da lui inventata, Turing riuscì a decrittare l’indecifrabile codice ENIGMA col quale i nazisti mascheravano tutte le comunicazionimilitari. Questo arduo successo, ben descritto nelle sue difficoltà nel film, salvò innumerevoli vite umane ed abbreviò certamente anche la durata della guerra. La segretezza sull’intera vicenda durò a lungo, e l’abilità dei servizi segreti inglesi fu tale che i tedeschi non si accorsero dell’avvenuta decifrazione, cosa che avrebbe portato all’immediato cambiamento del codice con un possibile esito diverso della guerra. Cawthorne (Chicago, 1951) ha scritto innumerevoli libri, sia di argomento scientifico che non. Egli riporta la reale biografia dello studioso, prima bambino e poi ragazzo precoce, con doti speciali esplose già nei primi anni, e tratta dei primi difficili rapporti scolastici, conseguenza della complessa personalità del soggetto. L’Autore forse esagera nella descrizione dei dettagli tecnici ma, trattandosi di un addetto ai lavori, l’esuberanza è giustificabile. Del resto davvero immane il compito affrontato da Turing nel risolvere i problemi incontrati. Negli anni discuola Alan restò segnato dall’amicizia, non priva di ambiguità, con il compagno Christopher che, gravemente malato, non lo informò del suo stato, e morì durante un periodo di vacanze, lasciandolo desolato per il mancato rientro. Anche questo periodo è ben trattato nel film e costituisce un prodromo della omosessualità che gli causerà danni funesti. Per tutta la vita fu un valente maratoneta, vincitore anche di premi, sfogando in tale attività fisica le preoccupazioni raccolte sul lavoro. Turing entrò nel gruppo con l’obiettivo Enigma già all’inizio della seconda guerra mondiale (1939), chiamato per la fama di matematico di valore. L’intero gruppo di scienziati fu alloggiato, nella massima segretezza sul lavoro svolto, a Bletchley Park, in piena campagna nel Buckinghamshire, una contea a metà strada tra Oxford e Londra. Degli esperti polacchi, autori di vistosi passi avanti precedenti, avevano passato agli inglesi già qualche anno prima una copia della macchina utilizzata daitedeschi. Ma avere la copia non era sufficiente data la complessità della codifica. Questa macchina cifrante si presentava quasi come una normale macchina da scrivere con la tastiera metallica dei caratteri. Un sistema di rotori e jack (per assicurare diversi collegamenti elettrici tra un numero di prese predisposte), garantiva una gigantesca possibilità di variazione di cifratura. Un piccolo pannello luminoso completava il tutto indicando la lettera risultante dalla complessa codifica: tale lettera veniva trasmessa al ricevente e decodificata da questi con una macchina predisposta in maniera identica a quella trasmittente. Il primo progresso degli inglesi fu scoprire che Enigma non codificava mai una lettera con se stessa. In sostanza gli sviluppi consisterono, attraverso successive intuizioni, nel ridurre lo spropositato numero di possibilità iniziali ad uno ridotto, e quindi esaminabile in tempi brevi. Il cifrario delle macchine tedesche cambiava infatti allo scadere di ognimezzanotte. Fondamentale intuizione di Turing fu capire che macchine calcolatrici adeguate avrebbero potuto effettuare l’immane lavoro in tempi utili per la decifrazione e le conseguenti contromisure, in particolare contro i sottomarini tedeschi – gli U-boat – che, nell’Atlantico, distruggevano sistematicamente i convogli di cibo e rifornimenti inviati dall’America per le popolazioni in guerra. La macchina in sviluppo ebbe il nome di Bomba. Nel film tutto il merito va agli scienziati inglesi, diretti da Turing, che lavoravano al progetto. In realtà operazioni militari navali portarono ad impadronirsi di configurazioni future della macchina tedesca che facilitarono il compito degli esperti. Nel giugno del ’41, finalmente, il codice Enigma fu decifrato. Proprio in quel mese Churchill aveva previsto la fame per la Gran Bretagna, messa in ginocchio dagli intensi bombardamenti tedeschi. Terminata questa fase, Turing, negli Stati Uniti, si adoperò nella costruzione di una Bomba americanache arrivò al successo nel giugno del ’43, e fu d’aiuto nella guerra contro il Giappone. Aancora dopo, decifrò i codici di un’altra macchina tedesca che agevolò i russi nella controffensiva che li condusse a Berlino per la fine di Hitler. Dopo la fine della guerra Alan lavorò in molti posti per poi dedicarsi alla realizzazione dell’ACE, il primo computer al mondo con programma su memoria interna, si introduceva cioè la distinzione tra software ed hardware. Gli altri del tempo venivano programmati manualmente. Per problemi vari l’ACE fu finito solo nel ’50 e non risultò dunque il primo. L’ENIAC dell’Università della Pennsylvania, infatti, è del ’46. Lo sforzo principale dell’uomo si poté, quindi, volgere alla progettazione di una macchina capace di apprendimento attraverso un apposito programma iniziale ed organi di senso artificiali, anche questa un’idea progenitrice dei robot che si vanno sviluppando in questi anni. Fu il primo passo verso l’intelligenza artificiale che oggisembra fin troppo a portata di mano, o meglio di scienza. Il “gioco dell’imitazione” del titolo del film (detto anche test di Turing) deriva dalla convinzione di Turing che, così come le caratteristiche del cervello umano variano a seconda del soggetto, un calcolatore va specificamente adattato allo scopo per il quale deve essere usato. Esso deve arrivare ad ingannare l’uomo sulla sua natura artificiale non facendosi distinguere da questi - in un test a domande e risposte - rispetto ad un altro essere umano. Personalità poliedrica e complessa, Turing si applicò anche alla produzione di musica computerizzata e si cimentò perfino in poesiole:
“Iperboloidi di Luce meravigliosa rotolano per sempre attraverso Spazio e Tempo accolgono quelle Onde che in qualche modo Potrebbero recitare la sacra pantomima di Dio.”
Turing, omosessuale ai tempi in cui ancora questa condizione costituiva un reato in Gran Bretagna, era destinato a guaiseri in relazione a questa tendenza. Tutto iniziò nel ’52 quando si legò ad un ragazzo non ancora ventenne che gli diceva bugie e lo derubava. A seguito della denuncia dello scienziato furono arrestati entrambi. “Era ovvio che il matematico non avesse compreso la gravita dei reati che stava riconoscendo. Aveva trascorso tutta la vita nel mondo accademico, dove l’omosessualità era comunemente accettata. A sua di¬scolpa disse solo di essere convinto che presto la Royal Commission, riunita in seduta per dibattere la questio¬ne, avrebbe «legalizzato» i rapporti omosessuali. Si sbagliava. Il comitato presieduto da Lord Wolfenden, incaricato di esaminare le leggi sull’omosessualità e la prostituzione, fu sì istituito, ma solo nel 1954, due anni più tardi. Il rapporto Wolfenden fu pubblicato nel 1957 e dieci anni più tardi la legge fu emendata per legalizzare almeno gli atti di omosessualità privata tra due uomini maggiori di ventuno anni. Avere un rappor¬to sessuale con un giovane didiciannove anni, come era il caso di Murray, sarebbe rimasto illegale fino al Criminal Justice and Public Order Act del 1994, che fissò a diciotto anni la maggiore età per l’omosessualità.” Ricordiamo a proposito il processo che colpì Oscar Wilde nel 1895 e l’identica legge venne usata anche contro Turing. Il verdetto finale condannò l’uomo alla castrazione chimica. Egli continuò a lavorare fino alla sua fine nel giugno ’54 quando fu trovato dalla governante sul suo letto e, sul comodino, una mela al cianuro sbocconcellata. Le ombre su questa morte non furono mai dissipate e non è stato chiarito se si sia trattato di un suicidio o di una disgrazia, giacché Alan utilizzava il cianuro per studi chimici sulla crescita biologica. Forse il simbolo della Apple deriva dalla mela addentata da Turing. Il film narra con avvincente suspense tutta l’avventura per lo sviluppo della Bomba, indugiando sulle difficoltà incontrate da Alan sia nei rapporti coi comandi militari preposti che con icollaboratori, e parla di un suo fidanzamento con Joan che comunque cessò al termine del lavoro comune. Esso si ferma a dopo l’esito del processo, mostrando i funesti effetti della terapia chimica sull’uomo. I riconoscimenti dei meriti di Turing sono stati tardivi anche per il segreto militare vigente a lungo su tutta la vicenda. Nel 1999 l’elenco del “Times” lo riportava tra i 100 personaggi più importanti del XX secolo. Nel 2007 gli è stata dedicata una statua a Bletchley Park. Il 2012, centenario della nascita, è stato dichiarato “Anno di Alan Turing”, con celebrazioni tenute in un gran numero di paesi. Solo il 24 dicembre 2013 la Regina Elisabetta ha firmato il decreto di grazia postuma per lo sfortunato scienziato. La sua eredità è viva ancor oggi per le tante strade aperte agli sviluppi successivi dei calcolatori e dell’informatica. “A volte nessuno può immaginare che certe persone riescano a fare certe cose ma certe persone possono fare cose che nessuno puòimmaginare” Luigi Alviggi
Nigel CAWTHORNE: L’enigma di un genio traduzione di Fabio BERNABEI Newton Compton, 2014 – pp. 192 - € 9,90
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