Carlo Di Lieto esplora e rivela un aspetto inedito del grande scrittore
Pirandello pittore
 











cover

Di Luigi Pirandello sono notissimi gli interessi letterari e ovviamente i tanti capolavori  che fanno parte della sua bibliografia, sia nell’ambito del teatro che della narrativa. Come tutti i classici è un autore con cui la critica non smette di misurarsi, tante e tali sono  le novità e le soprese che ogni lettura delle sue opere ci riserva.
Ma c’è anche un altro aspetto dell’ attività creativa del grande agrigentino assai meno noto o addirittura ignorato del tutto ed è quello che riguarda la passione dello scrittore per la pittura o meglio la sua capacità di essere “anche”  pittore.Pure qui occorre forse fare una precisazione. Quando si parla di arte figurativa della famiglia Pirandello il  pensiero corre ovviamente al figlio Fausto che è certamente uno dei protagonisti  indiscussi dell’esperienza pittorica del Novecento.
Ma ora scopriamo, è il caso di dire, che anche il papà Luigi si occupava in prima persona di pittura, nel sensoche era solito impiegare parte del suo tempo per la  realizzazione di quadri e disegni. Di questa indagine preziosa si  è fatto carico recentemente uno studioso napoletano, Carlo Di Lieto, che oltre ad essere un raffinato e profondo storico della letteratura ha compiuto per così dire un’ insolita incursione nel mondo pirandelliano  portando allo scoperto la produzione e l’attività figurativa dell’autore dei “Sei personaggi”.
Il lavoro  Di Lieto è prezioso, al di là della semplice scoperta, perché ci permette di entrare nel mondo pirandelliano da un altro angolo, forse un altro antro - visto che lo studioso si ispira per la sua esegesi  ad una matrice psicanalitica - e ci restituisce  un aspetto  non comune e sul quale si potrà ulteriormente discutere ed indagare. Pirandello fu, com’è noto, un grande innovatore delle forme artistiche, un antesignano sotto molti aspetti, tanto è vero che ancora oggi molti confessano , a quasi un secolo di distanza etalvolta anche più  dalla produzione delle opere più famose, un certo imbarazzo intepretativo. Ed è vero che come tutti i grandi del Novecento Pirandello è  stato in questo senso un “rivoluzionario”, un autore capace di  sovvertire le regole e di mandare in soffitta  consuetudini  secolari. Ora però scopriamo  che sia pure in un settore minore della sua produzione, quello appunto, pittorico, Pirandello era invece  un conservatore, il suo stile è assolutamente “tradizionale”, distante da ogni novità (cosa che invece avviene per il figlio Fausto). E’ la conferma della  presenza e consistenza della filosofia del doppio che ha avuto ed ha grande cittadinanza nella  cultura contemporanea (letteratura, cinema, teatro). E non a caso Di Lieto nell’appendice del libro dedica un saggio  allo studio di Alfred Binet su “Les altérations de la personnalité” incentrato   appunto sul tema del doppio nell’opera di Pirandello: un altro tassellocritico che ci conferma quanto sia importante studiare la problematica dell’ “io diviso” per meglio intendere  il senso di buona parte della cultura dell’ultimo secolo. Antonio Filippetti

Carlo Di Lieto
“Luigi Pirandello pittore”,
Editore Marsilio, pp.176, euro 20,00






2013-01-03


   
 

 

© copyright arteecarte 2002 - all rights reserved - Privacy e Cookies