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“Sensi e sentimento dei Sogni” di Laura Sagliocco (Campanotto editore pp.153,euro 15,00) è una raccolta di liriche divisa in tre momenti della sua giovane vita con introduzione di Natale Antonio Rossi. Nel percorso non è guidata da Virgilio ma da uomini donne amanti o amici incontrati nelle taverne bazzicate da artisti, tra i vicoli medioevali, sulle spiagge, nelle città o “vista accovacciata sulla strada/per evitare la violenza dei fari impazziti, e il loro sguardo insensato e brutale”. La Sua anima nuda ,specchio terso e lucente difeso da una spessa lastra corazza di piombo, riflette l’altra se anche essa è pudica. La poesia ha bisogno di chi l’ascolta. E’ come la radice del teatro che Eduardo definisce come “la magia più antica del mondo, che ha inizio quando due esseri umani hanno parlato tra loro e un terzo si è fermato ad ascoltarli”. Denuncia nella prefazione l’adulazione dialcuni poeti. “Povero poeta! Inetto immolato al suo sentimento! Gatto mugolante/flebile adoratore di parole inerti o generale virtuoso di battaglie perse. Pittore della novella società borghese. ” E irrompe come Giovanna d’Arco “Umiliante lo scacco d’essere chiamati fatui e irreali, noi che della realtà annunciamo l’avvento.” E poi implora “Non esitate! Amate senza che ve ne si offra una ragione! Scatenate la gioia sguaiata che usa il corpo, scherzate, siate pungenti, irriverenti!Celebrate l’esistenza con ogni corda del vostro strumento!” Ed ancora, con veemenza gridata, “Ma non sai, poeta, che l’amore è fuoco? E tu, che credi di fare poesia, non lo sai ancora? La poesia è fuoco! Poesia è vita veggente, predetta e trionfale.” Il poema è un album di ricordi di ritratti di luoghi vissuti disegnati nello stile dell’Art Nouveau ( H. de Velde, G. Klimt, A.Beardsley, W.Morris). Le immagini disegnate dai versi sono rimandate al lettore col ritmodi una superotto o dinamicamente si susseguono si sovrappongono luminose e fantastiche l’una sull’altra in un caleidoscopio. E tra i versi si odono ritmi di blues, di rock seducente di Gianna Nannini, canti di Fabrizio de André . Non manca l’ironia scanzonata di Ferdinando Russo in “Ode ai brutti” e in “Flavia e Don Pari”, il suono delle filastrocche di Gianni Rodari in “Macho italiano” e in “Vera”. Laura sussurra poesie non scritte per diletto in poltrona con una vergine cuccia tra le gambe o mentre è tra i fornelli. E’ una donna-poeta che viaggia, fa cinema, studia teatro in Italia e all’estero, si dedica alla musica ,partecipa a festival internazionali di poesia .incontra e frequenta artisti. Invoca Calliope “Passami accanto guardami! Sfiorami il fianco, lascia l’impronta delle tue mani sul mio ventre/Tu chiedi un’ape/Io sono ape fedele e farfalla curiosa, lupa possente e avventuriera”. Fa arte assimilando la soggettività di chi frequenta.Vive le sue esperienze misticamente legata ai canoni dell’estetica. “Perché ti bagni/ tra i rifiuti urbani” è un imperativo a fuggire dall’inquieto noioso quotidiano per fronteggiare altre realtà, altre conoscenze, altri amici, altri amori. Presento al lettore Laura Sagliocco “di partenopee origini!” incontrata in un evento voluto da Antonio Filippetti nella Facoltà di Architettura di Napoli per presentare il suo ultimo poema. E’una“luciana”, dall’aspetto regale sulla terrazza di Pizzofalcone intenta a riflettersi nel golfo specchio blu cobalto scrutando con occhi nero corvino tra i fili bianchi tracciati dalle timide onde, che al Vesuvio, muto ascetico altezzoso, per svegliarlo dedica in versi incandescenti festosi sonori fuochi d’artificio. E’Capri, modella di Canova, adagiata in un sogno sensuale con la pelle sabbia al sole tra carezze di azzurre spume e bianca salsedine immersa in sentimenti e ricordi di viaggiatori giunti perconoscerla. E’ Partenope, cantautrice come le Sirene, che danza tra le mura del Castel dell’Ovo, custode di antichi riti, di mitici incontri, di canti, di feste, di pianti, di sofferenze, di morte. Il testo va tenuto sul divano “Galeotta fu la poesia e chi la scrisse…” come suggerisce la Sagliocco. Italo Pignatelli
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