ADELE LOTITO
Le stelle fisse
 











Adele Lotito,  negli ultimi anni ha conosciuto un scatto quali-quantitativo di assoluto interesse. In particolare si è palesata nella sua ricerca l’evidenza di una relazione fra una, possiamo chiamarla così, "estetica del fumo", fatta di impalpabili tracce prodotte col fumo di candela, gesti leggeri, segni, lettere e cifre e uno sguardo che affonda nelle problematiche ardue dell’indagine scientifica, con i suoi risvolti etico-politici, con le sue certezze e con i suoi enigmi.
Il titolo della mostra, De le stelle fisse, è, al contempo, un esplicito riferimento-omaggio all’importante libro di astronomia del senese Alessandro Piccolomini. Questo testo del 1540 è considerato il primo moderno atlante celeste. Ad essere esposte sono 12 tavole che richiamano immaginarie costellazioni. I 12 segni zodiacali sono interpretati seguendo le regole-nonregole dell’apprendista stregone dell’astrologia che si lascia prendere la mano dalle volute del fumo, intessendo un dialogofra ragione ed emozione dentro il quale è nascosto quel quid di originalità che caratterizza la mostra stessa. Un’immagine sotto teca dei Dadi di dio richiama la precedente personale dell’artista, anch’essa orientata ad esplorare le relazioni misteriose e spesso insondabili che intercorrono fra ésprit de geometrie ed ésprit de finesse.
Scrive Paolo Balmas nel testo scritto per l’occasione: «Indubbiamente con tutti quei lavori in cui le forme ospitate tra le volute della sua nube si sono precisate con lettere e numeri, la nostra artista ha voluto dare un giro di vite alla propria indagine sull’uomo, ricordandoci che il suo dominio sulla natura è divenuto veramente tale solo nel momento in cui egli è riuscito ad elaborare degli strumenti capaci di creare altri strumenti. Quei "metastrumenti" di cui il linguaggio e il calcolo sono la manifestazione più sofisticata e pervasiva».
I firmamenti, i numeri e le lettere di Adele Lotito su superfici di alluminio, di legno, di carta o ditela raccontano la storia di un’artista che è la ricerca di se stessa. Una ricerca che si consuma e si alimenta di continuo dei dubbi che nel corso dei secoli hanno attraversato l’esperienza umana. In questo, l’investigazione della Lotito è insieme umile e ambiziosa. Nel suo porre in relazione sé con gli altri e sé e gli altri con una natura di cui tutti siamo parte. La gentilezza di questa relazione, formalmente testimoniata dall’impalpabilità delle sue volute di fumo, è quasi un manifesto dell’anti-arroganza, la sottolineatura estetica dell’indispensabilità di un approccio che si pone domande piuttosto che dare risposte. A partire, tuttavia, da un pensiero forte: la ricerca, qualsiasi ricerca, parte dai fatti e i fatti vanno conosciuti. L’arte è uno degli strumenti possibili di questa conoscenza. R. G.

 

 






2011-12-30


   
 

 

© copyright arteecarte 2002 - all rights reserved - Privacy e Cookies