|
La terza edizione del Mediterranean Youth Meeting che che ha visto la partecipazione di circa 250 ragazzi e ragazze. 22 i paesi presenti, in rappresentanza di tutte le rive del Mediterraneo: Nord Africa, Medio Oriente, Balcani ed Europa Meridionale, 40 associazioni straniere, in gran parte provenienti da quel mondo in fermento che è rappresentato dalle “primavere arabe”, 53 invece le italiane, segno di un tessuto giovanile attivo e interessato al confronto. Queste le cifre della terza edizione di Me You Me, (Mediterranean Youth Meeting) che si è svolto in Calabria e riservato ad una fascia di età che va dai 18 ai 35 anni. C’è un obbiettivo concreto, la realizzazione di una rete stabile MANY (Mediterranean Autonomus Network for Youth) che si collegherà ad altre reti interessati, sia giovanili che civiche, enti formativi, istituzioni pubbliche locali e nazionali, fondazioni ecc. Il tema di questa edizione è“Disegniamo il nostro futuro! Spazi di partecipazione dei giovani nei cambiamenti sociali, netto e voluto il legame con il protagonismo delle nuove generazioni nei fenomeni di cambiamento che stanno interessando numerosi paesi. Numerosi gli appuntamenti che offrono possibilità di scambio e di incontro anche con le scuole del territorio, ma gran parte del tempo sarà dedicato alle modalità di realizzazione di questa rete autonoma che si pone l’ambizione di raccontare e far circolare in maniera orizzontale quanto effettivamente avviene nei rispettivi contesti e non le interpretazioni dei circuiti ufficiali e istituzionali. Numerosi i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione del meeting, dalle grandi associazioni (Movimento del volontariato italiano). La Rete MANY, secondo i promotori vuole essere una piattaforma mediterranea di comunicazione, scambio e cooperazione a disposizione dei giovani e, indirettamente, di chi si occupa di politiche giovanili, praticando, l’incontro, laconoscenza, la relazione personale fra i giovani appartenenti a contesti geografici, socio politici, culturali e religiosi, differenti; affermando la cultura e la prassi del dialogo e delle reciproca cooperazione nel Mediterraneo. Si vogliono poi sviluppare opportunità di formazione e crescita personale dei giovani, facilitare lo scambio di informazioni, il confronto aperto e critico, la condivisione di idee e la collaborazione concreta e progettuale, favorire la partecipazione consapevole dei giovani alla vita sociale e alle decisioni politiche a livello locale, nazionale e sovrannazionale, contribuire ad aumentare l’impegno delle istituzioni pubbliche e delle imprese nei confronti delle nuove generazioni, dei loro diritti e del loro futuro. L’idea è quella di una rete leggera e aperta, a cui accedere senza troppi vincoli, governata da meccanismi di partecipazione interna e di cui saranno membri effettivi soltanto le organizzazioni giovanili. Si tratta del primo passo, dal prossimoanno sarà Many a dover organizzare un meeting per trarre il bilancio di un anno di esperienza che per ora sembra attrarre una domanda molto forte di partecipazione diretta, basti pensare che i lavori in Italia hanno coinvolto oltre 1200 ragazzi e ragazze in molte regioni, e che tale richiesta non conosca confini. |