UNA SIRENA DA SALVARE

 







di Antonio NAPOLITANO




cover

Nel suo recente libro "La sirena fuorilegge" (Ed.ICM, Napoli, 2010 pp.240, euro 20,00), intitolata, in occhiello, "Partenoscopia", Antonio Filippetti formula un acuto seppur accorato monito a riflettere sul progressivo degrado di Napoli, l’"otiosa" ma anche "docta Parthenope" degli antichi tempi.
Tale era, allora, il suo leggendario nome  in memoria della sirena immolatasi,-pare-, per delusione amorosa sulle sue "belle e odorate sponde" a fronte del Vesuvio.
Nell’ampio e ben articolato testo, l’autore, -giornalista e saggista di vaglia- opera un’accurata diagnosi dei mali odierni della metropoli, compilandone un lungo elenco in ordine alfabetico.
Risultano, in tal modo, precisati certi vizi caratteriali che sono alla base dell’attuale anomia, tra malcostume e malaffare.
Nè vengono tralasciati quelli che già individuavano Boccaccio, Leopardi e, poi, Eduardo o lo stesso Pasolini ("napoletani, unagrande tribù che, anziché nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Boja, vive nel ventre di una grande città di mare").
La "partenoscopia" operata da Filippetti con schietto coraggio tende, comunque, ad evidenziare  soprattutto quelle sindromi che si sono accentuate negli ultimi anni di crescente anarchia e malavita ai più diversi livelli.
La sua è un’ironia severa ma non disperata, e ben a proposito egli cita il motto della Sontag secondo il quale "difendere ciò che è giusto è un compito che non finisce mai".
Perciò, non può apparire pleonastico il suo stigmatizzare ancora una volta le cause dei tanti malesseri che aduggiano la vita della città non escludendo quel diluvio di sterili dibattiti e ipocriti piani e programmi, vere e proprie cortine di fumo dietro le quali si occultano favoritismi, clientelismi e omertà d’ogni tipo. Una sorta di "selezione alla rovescia" o demeritocrazia .
Da tale tendenza derivano poi "l’emergenza non-stop" e l’accumulo dei numerosiprimati negativi e "maglie nere" che deturpano il residuo prestigio di Napoli, in Italia e nel mondo.
È un’involuzione che ha finito per contagiare le più varie istituzioni, dalla giustizia alla scuola, dai trasporti alla nettezza urbana fino alle costosissime e bizzarre "mostre" d’arte nelle piazze cittadine, finite anche sotto inchiesta.
E a buona ragione l’Autore fustiga anche quegli intellettuali addetti al piagnisteo  o al fazioso livore, incapaci di suggerire qualcosa di concreto e di propulsivo. (E molti di loro sono fuggiti da Napoli da un quarantennio così che poco conoscono ormai della abbandonata Partenope.)
Il testo di Filippetti è, nel complesso, un’attenta specillazione della situazione etico-sociale al limite del patologico o dell’assurdo.
Assume, perciò, il profilo di un utile portolano in base al quale potersi riorientare e "invertire la rotta".
Solo in tal modo, forse, la sirena riuscirebbe a riabilitarsi e rientrare nelle norme di legge,ponendosi di nuovo alla stessa altezza delle altre metropoli dell’Europa unita.






2010-05-10


   
 

 

© copyright arteecarte 2002 - all rights reserved - Privacy e Cookies