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Amministrazione Provinciale di Capitanata
FOGGIA E IL SUO POLO MUSEALE
 







a cura di Gaetano Cristino e Rita Criscione




Palazzo Dogana
In un contesto ricchissimo di musei, archeologici o etnografici, e di pinacoteche, molti di primissimo livello, che tuttavia trovano spesso difficoltà a far fruire le proprie collezioni e a fare "sistema" per proporsi adeguatamente all'esterno e costituire elemento qualificante dello sviluppo economico del territorio, la Provincia di Foggia ha realizzato ben tre musei e una Galleria d'arte moderna e contemporanea. Un vero e proprio polo museale, che va dalla storia alle scienze all'arte, che sembra rompere lo schema frammentato e campanilistico che ha caratterizzato fin qui l'organizzazione museale nel nostro territorio, anche se da solo esso non basta, specialmente per la necessità di integrazione, tra l'altro con quello che costituisce la più importante - e tuttavia ancora impraticabile - struttura museale della Capitanata, vale a dire il Museo civico di Foggia.
Arte e Carte comincia da questo numero un viaggio in questa realtà, a partire dai musei della Provincia di Foggia, fornendo schede conoscitive dei singoli musei e attingendo dalla viva voce dei responsabili qual è lo stato dell'arte delle rispettive strutture.
Il primo a cui abbiamo posto le nostre domande è il dr. Francesco Mercurio, direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia, dei tre Musei e della Galleria d'arte Moderna e contemporanea della Provincia.
Intervista a Franco Mercurio, direttore della biblioteca provinciale di Foggia, e del polo museale che racchiude il museo interattivo delle scienze, il museo di storia naturale, il museo del territorio e la galleria d'arte moderna e contemporanea.
Alessandra Varone
Direttore, qual è la situazione attuale dei musei foggiani?
"Credo che il senso dei musei possa ritrovarsi in una lingua antica, l'aramaico, idioma degli Ebrei, che ha una strana costruzione sintattica: il passato ed il futuro sono identici. "Io sono" ha lo stesso significato di "io fui". Il senso dei musei è questo: essere la sintesi tra il passato ed il futuro mediato da un presente. Il nostro è stato un presente eccezionale perché nel giro di cinque anni la città di Foggia si è dotata di quattro nuovi musei originali ed innovati. La nascita di questi musei non è casuale. Ha origine da percorsi sotterranei di lunga durata, da esigenze che la città esprimeva da tempo. Si era cominciato a parlare di una galleria d'arte moderna e contemporanea già dalla fine degli anni '70 ma quell'esperienza non ebbe grande fortuna per la disattenzione del mondo politico e per i tradizionali personalismi che caratterizzano l'universo artistico. L'idea di riprendere il progetto della galleria è nato intorno al censimento dei beni della Provincia. Quando ci siamo resi conto che nel corso della sua esistenza l'amministrazione provinciale di Foggia aveva con una certa costanza acquistato produzioni di artisti locali, ci è stato facile immaginare una galleria retrospettiva delle arti visive della Capitanata. L'opportunità offerta dai finanziamenti europei ci ha consentito di realizzare a Palazzo Dogana un contenitore adeguato. Ovviamente siamo agli inizi perché la galleria è stata inaugurata lo scorso maggio e non ha ancora raggiunto la necessaria maturità delle proprie collezioni ma resta il fiore all'occhiello della Regione Puglia essendo l'unica nel settore. Il problema della galleria è legato non tanto alla fisionomia delle sue collezioni quanto alla sua missione. Il termine stesso di galleria d'arte contemporanea implica un rapporto dinamico ed interattivo con gli artisti viventi. La galleria dovrebbe essere un laboratorio che mette a confronto le esperienze locali con le nuove tendenze artistiche. Realizzare questa missione significa stimolare una funzione di ricerca e di sperimentazione in grado di coinvolgere gli artisti viventi e gli studenti delle Accademie che rappresentano il nostro futuro. Insomma, la galleria, anche se non porta il nome di museo, deve assicurare le quattro funzioni fondamentali dei musei che sono: didattica, conservazione, ricerca e sperimentazione e divulgazione. Allo stato attuale la galleria riesce ad assicurare (a mala pena) solo una delle quattro funzioni ossia quella divulgativa. La stessa situazione vive il Museo di Storia Naturale che è uno dei più importanti in Italia meridionale e nasce dal felice incontro fra la LIPU e l'Amministrazione provinciale di Foggia che a metà anni '90, ritenne fossero maturi i tempi per riflettere sui quadri naturali del nostro territorio. Oggi siamo in grado di assicurare sia la funzione didattica che quella divulgativa. Riscontriamo però gravissimi ritardi nella ricerca e nella sperimentazione. Occorrono infatti risorse non necessariamente ingenti ma costanti nel tempo finalizzate a progetti di ricerca tra l'Università di Foggia e quella di Bari e le reti di volontariato che monitorano il territorio. Uno degli esempi più eclatanti dell'importanza di questa funzione è dato dal ritrovamento dello squalo elefante trovato sulla spiaggia di Lesina due anni fa e che oggi è stato trattato dal nostro staff e sarà esposto definitivamente tra qualche mese. Per far capire quanto sia importante l'attività di ricerca e sperimentazione non appena si è sparsa la voce del ritrovamento dello squalo, l'Università di Johannesburg ha chiesto una radiografia della mandibola per il necessario confronto scientifico. Questo dimostra che stiamo faticosamente entrando nel circuito internazionale dei musei di storia naturale ma onestamente devo dire che localmente questi sforzi sono forse poco compresi e probabilmente poco condivisi.
Sul piano della ricerca siamo invece ben messi al Museo del Territorio. Sono ormai quattro anni che finanziamo, con un impegno contenuto, una campagna di scavi presso la Siponto medievale. Le scoperte archeologiche fatte fin ora, che saranno presentate pubblicamente forse l'anno prossimo, hanno aperto squarci impensabili sulla vita e sulle relazioni economiche, sociali e culturali su Siponto prima del suo abbandono. Questo contributo alla ricerca scientifica si traduce in percorsi didattici e divulgativi del nostro Museo del Territorio: uno dei pochi musei del genere in Italia.
Il Museo Interattivo è stato il 1° dei musei ad essere stato istituito dall'Amministrazione provinciale ed è il più originale perché è un Museo della Scienza e della Tecnica. Potrà sembrare una scelta eccentrica in una realtà meridionale e solitamente schiacciata su discipline umanistiche. In realtà Foggia è sempre stata una città particolarmente sensibile alla tecnica ed alla scienza. C'è un lungo filo sotterraneo che parte da Giuseppe Rosati agli inizi dell'800 e passa attraverso Francesco della Martora a Vincenzo Nigri, l'amico di Mercalli (quello della scala Mercalli) e Vincenzo Lore, lo sperimentatore agli inizi del 900 della barbabietola da zucchero in Capitanata).
E' chiaro su questo sostrato scientifico forse poco conosciuto ed apprezzato dai foggiani nascesse e si sviluppasse una sensibilità che ha portato l'Associazione Maethesis ad un'ipotesi di museo e della scienza e della tecnica secondo solo a Napoli. Anche in questo caso le quattro funzioni del museo sono state assicurate ma purtroppo la mancanza di spazio ci impedisce di aprire una sezione storica che metta in mostra manufatti e tecnologiche del 900, dalle radio agli elettrodomestici, altiforni, laboratori di radiologia, che noi abbiamo e che non siamo in grado di mostrare al grande pubblico".
E il futuro?
"Un grande uomo che ha segnato la nostra civiltà, una volta disse ad un popolo semi-nomade di pastori che l'uomo non vive di solo pane. I musei sono proprio quel companatico necessario perché i livelli di civiltà possano riverberarsi sull'ordinario, fatto di istruzione, trasporti, viaggi, lavoro".

Il Museo del Territorio

Cartina Puglia
La Capitanata, Antonio Zatta 1783 (tratta dalla carte di Giovanni Rizzi Zannoni, edite a Parigi nel 1769). Si noti il confine del Tavoliere fiscale

Inaugurato nel 1998 e re-inaugurato nel 2003, in occasione dell'allargamento degli spazi espositivi, il Museo del territorio è ubicato al piano terra dell'ex Ospedale di maternità, in via Arpi, 155 che fu sede degli agostiniani.
E' un Museo, è stato detto, che privilegia il racconto rispetto al reperto. Come scrive Saverio Russo, infatti, che ne ha curato il coordinamento scientifico, il Museo del territorio è "un museo di storia che…vuole ricostruire, in chiave divulgativa e con grande attenzione alla didattica, la vicenda delle popolazioni della Capitanata nel primo bimillennio dell'era cristiana. Tale finalità ha indotto a proporre, accanto agli oggetti museali più consueti - materiali di scavo, calco, plastici - il punto di vista del ricercatore, dello storico che, attraverso sintetici pannelli di testo e con cartografia tematica, ipertesti e CD Rom,presenta al grande pubblico dei non specialisti alcuni percorsi, spesso non consueti, di storia del territorio".
Il percorso analizza temi importanti come gli insediamenti, le dinamiche demografiche, i poteri, formali e di fatto, gli eventi naturali ( le catastrofi) che hanno condizionato la storia del territorio, la produzione artigianale, architettonica e artistica, ecc..
Il Museo del Territorio costituisce non solo un importante contenitore culturale che consente di leggere la complessità e la ricchezza della storia della Capitanata ma anche la sede di eventi culturali di primissimo ordine, ospitando mostre e conferenze di settore. L'attività più importante rimane comunque quella didattica.
Recentemente è stata acquisita una collezione cartografica relativa alla Capitanata.
E' possibile usufruire di visite guidate con fruizione di materiale audiovisivo e multimediale e possibilità di consultazione di testi specializzati sulla storia della Capitanata. Numerose le pubblicazioni prodotte:


- Museo del Territorio, Catalogo a cura di Saverio Russo, 1999

- Dialoghi di storia, 2000

- I Pavoncelli- una famiglia di notabili del Mezzogiorno contemporaneo, catalogo della mostra;

- Il Palazzo dell'Acquedotto Pugliese di Foggia, 2002

- Collezionare la storia, 2003

- I Cirillo Farrusi a Cerignola fra Belgio e Capitanata, 2003.

Foto di masserie:
Disegno di Torre Alemanna, feudo dell'Abbazia di San Leonardo di Siponto. Dal manoscritto di una "visita pastorale" del XVII secolo. Foggia, Biblioteca Provinciale Santa'Agata sul Fortore. Veduta aerea

Attualmente è in corso la mostra fotografica Nelle Americhe. La campagna oceanica della Regia Nave Etruria (1907-1911) attraverso le fotografie dell'archivio Di Loreto.
Il Museo è aperto tutti i giorni, domenica e festivi esclusi, col seguente orario: 9-13; 16-20.

Rosone della cattedrale di Troia
Cattedrale di Foggia, particolare del portale di San Martino.

 

 

MUSEO INTERATTIVO DELLE SCIENZE

Via Imperiale (adiacente ITIS L. Da Vinci)
Foggia
Tel. 0881.688706

 

Inaugurato il 1° ottobre 1998, il Museo Interattivo delle Scienze, sito in via Imperiale a Foggia, è unico in Puglia e secondo nel Mezzogiorno.
Il Museo è nato non come una semplice proposta espositiva, né come raccolta storica di strumenti, ma come una esposizione di exhibit interattivi, ossia apparati con i quali il visitatore può e deve interagire nei momenti di formazione verso le nuove tecnologie della informazione e della comunicazione.
Il museo, quindi, si presenta come una innovativa proposta culturale; in un ambiente particolarmente curato negli arredi (non pretenzioso, rilassante e comunicativo), offre informazione scientifica rigorosa ma, allo stesso tempo, accessibile a tutti, grandi e piccini, studenti e professori, cultori della materia e persone non vicine al mondo scientifico, incoraggiando un approccio di tipo ludico, stimolando la curiosità, favorendo l'osservazione e la sperimentazione diretta dei fenomeni attraverso gli exhibit interattivi. Questi, come grossi giocattoli altamente coinvolgenti, sono distribuiti su una superficie di circa 2200 mq e ad oggi hanno raggiunto il numero di ottanta grazie a continue donazioni di privati,scuole ed altri enti pubblici.
Sono costruiti con il principale intento di fornire un valido sussidio didattico.
L'attenzione maggiore, infatti, è rivolta alle scuole, ma anche a singoli visitatori, alle quali il Museo offre la possibilità di svolgere percorsi scientifici guidati dai giovani laureati presenti in loco.

COSA C'E' NEL MUSEO
Si distinguono all'interno della struttura museale varie aree di interesse:

Reception e saletta accoglienza

All'accoglienza i visitatori sono invitati a depositare zaini e borse negli armadietti tutti numerati e dotati di chiave. Nella stessa saletta ci sono anche appendiabiti e portaombrelli.

Exhibit interattivi organizzati in varie sezioni tematiche:

Paradossi fisici e percettivi: comportamenti che appaiono come assurdità o piccole magie; citiamo la "ruota quadrata", il "bicono che sale", il "triangolo impossibile", le "illusioni ottiche", la "camera distorta", ecc.

Polo Museale di Foggia

Saletta luci ed ombre: una piccola stanza buia per meglio apprezzare fenomeni luminosi quali la rosa che non c'è, la riflessione totale, fibre ottiche, sfera al plasma, bacchetta magica, ombre colorate, ecc.
Onde sonore: il suono si propaga nell'aria attraverso onde sonore e la voce può essere distorta a seconda del percorso che effettua; citiamo " il flauto di Pan", "voce ritardata", "effetto doppler", ecc.
Magnetismo ed elettromagnetismo: si studiano campi magnetici, linee di forza, l'attrazione delle calamite, campi elettromagnetici, ecc. con "attrattore strano", "TV e magnetismo", "linee di forza magnetiche", "batteria a mampo", ecc.
Specchi: si torna bambini nel giocare con le nostre immagini riflesse su specchi deformanti: ora si vola con lo specchio antigravità: Ora due visi si fondono in un'unica immagine con gli specchi semiriflettenti di "io e te" e ancora perdersi in una folla di sosia nel triangolo del "caleidoscopio", volare con lo specchio "antigravità", avere gallerie infinite, ecc.
Curve e meccanica: lo studio di curve famose in matematica quali la "brachistocrona", la "cardioide" o la "nefroide", tutte presentate con relativo grafico in forma tridimensionale.
Gioiellini della meccanica sono il "trapano gigante a colonna" della seconda metà dell''800 e l'orologio di una torre del 1990.
Matematica: curiosità, enigmi e paradossi matematici: "il generatore di numeri irrazionali", "le tavole di Fibonacci", i "frattali", "i bastoncini di Nepero", il "regolo calcolatore", "il pantografo", ecc.Saletta luci ed ombre: una piccola stanza buia per meglio apprezzare fenomeni luminosi quali la rosa che non c'è, la riflessione totale, fibre ottiche, sfera al plasma, bacchetta magica, ombre colorate, ecc.

Polo Museale di Foggia

Onde sonore: il suono si propaga nell'aria attraverso onde sonore e la voce può essere distorta a seconda del percorso che effettua; citiamo " il flauto di Pan", "voce ritardata", "effetto doppler", ecc.
Magnetismo ed elettromagnetismo: si studiano campi magnetici, linee di forza, l'attrazione delle calamite, campi elettromagnetici, ecc. con "attrattore strano", "TV e magnetismo", "linee di forza magnetiche", "batteria a mampo", ecc.

 

Specchi: si torna bambini nel giocare con le nostre immagini riflesse su specchi deformanti: ora si vola con lo specchio antigravità: Ora due visi si fondono in un'unica immagine con gli specchi semiriflettenti di "io e te" e ancora perdersi in una folla di sosia nel triangolo del "caleidoscopio", volare con lo specchio "antigravità", avere gallerie infinite, ecc.
Curve e meccanica: lo studio di curve famose in matematica quali la "brachistocrona", la "cardioide" o la "nefroide", tutte presentate con relativo grafico in forma tridimensionale.
Gioiellini della meccanica sono il "trapano gigante a colonna" della seconda metà dell''800 e l'orologio di una torre del 1990.
Matematica: curiosità, enigmi e paradossi matematici: "il generatore di numeri irrazionali", "le tavole di Fibonacci", i "frattali", "i bastoncini di Nepero", il "regolo calcolatore", "il pantografo", ecc.

 

Ogni esperimento, piccolo o grande che sia, ha il suo nome ben evidenziato su una scheda plastificata sulla quale è anche specificato cosa fare e cosa osservare , nonché una spiegazione dettagliata del fenomeno scientifico che si è sperimentato.
Bar della chimica
Il bar della chimica è un laboratorio che offre una ricca serie di esperimenti chimici spesso particolari e divertenti, che permettono al visitatore di arricchire la propria conoscenza e di avvicinarsi in maniera diversa a tale scienza.
Grazie ad un banco ricco di provette, bottiglie, vasetti, sostanze chimiche, fornetti, ecc. ed un "menù della casa", i visitatori possono chiedere al "barista" (laureato in chimica) di presentare gli esperimenti che attirano e che interessano maggiormente.

 

Il "bar" coinvolge per la sua immediatezza e perchè trasforma in gioco la lezione.
Laboratorio costruzioni e riparazioni
Nel laboratorio vengono realizzati i nuovi exhibit e vengono riparati, modificati, arricchiti quelli esistenti. Nello stesso sono anche depositati strumenti e attrezzature in vista della creazione di una sezione storica. Per la costruzione degli exhibit vengono accettate donazioni da privati e da istituzioni di apparecchiature e materiali di cui vengono utilizzate parti significative.
Sala conferenze multimediale
Il Museo dispone di un'ampia sala di conferenze che può ospitare circa 120 persone, adatta per convegni e congressi, munita di proiettore, diaproiettore, videoregistratore, impianto stereo, lavagna luminosa, collegamento computer-video, collegamento satellitare, collegamento Internet, impianto completo per video-conferenze.

 

Nella sala conferenze si svolgono anche lezioni a tema, su richiesta degli insegnanti, nonchè esperimenti di fisica ed altre discipline scientifiche.
Sala di informatica
Le postazioni di lavoro, collegate attraverso una rete Intranet permettono di svolgere regolari lavori interni, e consentono anche ai visitatori l'accesso ad Internet, nonchè lo svolgimento di lezioni multimediali con l'ausilio di opportuni software e , ancora, la consultazione di CD-rom catalogati nella CD-teca del Museo.
Tutte le postazioni sono dotate di monitor a colori, mouse, casse audio, tastiera ergonomica, lettore cd, stampanti a colori, scanner, masterizzatori, telecamere e fotocamere digitali e di videoproiettore per diapositive.
Un portatile è a disposizione per le conferenze.

MUSEO DI STORIA NATURALE

Via G. Di Vittorio, 31
Tel. 0881.663972
Foggia

Polo Museale di Foggia

Il museo nasce nel 1995 in seguito alla donazione alla Amministrazione Provinciale di una collezione faunistica prevalentemente ornitologica e teriologica da parte del sig. Michele Zullo.
Successivamente la Provincia ne ha delineato la struttura, funzioni e organizzazione con l'approvazione del Regolamento e con l'approvazione di un progetto per l'attività e la programmazione didattica realizzate ed elaborate con la consulenza scientifica del Centro Studi Naturalistici, della LIPU (lega italiana protezione uccelli), dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Bari e del Museo Civico di Storia Naturale di Cesena.
In questi anni il Museo è notevolmente cresciuto: la superficie espositiva è raddoppiata, le collezioni, grazie a donazioni ed acquisti, sono aumentate di numero e migliorate in qualità e varietà, anche le offerte didattiche sono più numerose a seguito della creazione di laboratori , ludoteca, attività di consulenza, ecc. Il Museo è stato inserito in programmi di monitoraggio nazionali.VISITA GUIDATA

La visita guidata che si svolge all'interno del museo rappresenta il primo passo di avvicinamento dei ragazzi verso il mondo affascinante della natura. La guida è un operatore scientifico.
Tra i fossili presenti nella sala paleontologica risaltano in modo particolare due grandi calchi: il dinosauro erbivoro Camptosaurus dispar, dell'altezza di circa due metri e lo pterosauro carnivoro Anhanguera blittersdorffii, dalla apertura alare di oltre quattro metri.

L'esposizione ornitologica offre un valido campionario della fauna presente in provincia di Foggia, dagli uccelli acquatici a quelli di ambienti steppici, collinari e montani. Sono presenti Anatidi, Aironi,,Gabbiani, Passeriformi, Rapaci diurni e notturni, Avvoltoi. Tra i reperti di particolare interesse figurano la gallina prataiola, il Grifone, avvoltoio maestoso, ormai scomparso dalla penisola italiana, il Gufo reale.
Sono, inoltre, presenti gli uccelli che popolano le nostre zone umide quali airone bianco, airone rosso, airone cenerino, la garzetta, la spatola, il tarabuso ed il tarabusino, il fenicottero rosa, il cavaliere d'Italia, l'avocetta, la valpoca, la moretta,l'alzavola.
La collezione storica Pedone, composta da un buon numero di esemplari ornitologici (circa 200), tuttora ben conservati nelle teche originali e di alcune cassette entomologiche contenenti circa 1000 insetti, anch'essi nei contenitori originali dell'epoca.
Tra i mammiferi troviamo esemplari appartenenti alla famiglia dei Canidi (lupo, volpe), dei Felidi (gatto selvatico) e dei Mustelidi (donnola, faina, martora, tasso). Inoltre sono rappresentati i Roditori tra cui moscardino, ghiro; i Lagomorfi, lepre variabile e lepre comune e gli insettivori con il riccio europeo.
Nelle due sale del mare sarà possibile immergersi e osservare da vicino delle riproduzioni di delfini, le tartarughe marine e gli scheletri montati di stenelle, tursiopi e grampi, circondati da gigantografie subacquee.
La collezione malacologica, frutto di anni di raccolta di un appassionato malacologo il dott. Giuseppe Martucci che ne ha fatto dono al museo, conserva conchiglie terrestri, di acqua dolce e marine permettendo di avere una panoramica mondiale sul numeroso phylum dei Molluschi. Tra le famiglie presenti, prevalentemente di gasteropodi e bivalvi, figurano Cipreidi, Conidi, Muricidi, Olividi.
Tra gli esemplari di particolare interesse figurano la Meleagrina melanitta (ostrica perlifera) ed il Nautilius Pompilius (vero e proprio fossile vivente) mollusco cefalopode discendente diretto delle Ammoniti, vivente nei mari indo-pacifici, che si può osservare in sezione, dalla quale emerge la sua suddivisione in 35-40 concamerazioni paragonabili a camere stagne, piene di azoto, che permettono all'animale di spostarsi in verticale.

I LABORATORI DIDATTICI

le tracce degli animaliin fondo al marela cellula vegetale

le zone umide : regno delle biodiversità

Sono in via di attuazione i laboratori:

come riconoscere le piante

come si prepara un erbario

Esiste un centro di documentazione naturalistica fornito di un'ampia raccolta di testi, documenti, leggi su problematiche ambientali, fauna, flora, ecosistemi, aree protette sia della Provincia di Foggia che dell'intero territorio nazionale. La Galleria Provinciale d'arte moderna e contemporanea di Foggia

Realizzata grazie ai fondi POR
Domenico Caldara
Ritratto di Gentildonna
olio su tela, 1882 cm. 61 x 51

2000-2006 ed inaugurata nel maggio 2003, la Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di Foggia occupa quasi metà del piano terra del settecentesco Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia. Essa si compone di una sezione adibita a mostra permanente e di una sezione destinata ad esposizioni temporanee, oltre ad altri ambienti funzionali alle più moderne esigenze museali, come una saletta multimediale, il book shop, il deposito, ecc.. Scopo essenziale della Galleria è soprattutto quello di documentare l'attività artistica in Capitanata a partire dalla seconda metà dell'Ottocento e di promuovere, con le esposizioni temporanee, la conoscenza delle più avanzate ricerche artistiche contemporanee.
La collezione permanente, costituita quasi completamente dal patrimonio artistico accumulato nel corso di decenni dalla Provincia di Foggia, è stata ordinata secondo un criterio cronologico che tiene comunque conto anche di ambiti tematici. Il percorso espositivo, curato dal critico d'arte Gaetano Cristino, muove quindi dalla galleria di ritratti di dauni illustri tra Illuminismo e Risorgimento (Giannone, Zuppetta, Ricciardi, De Luca) realizzati da Alberto Testi e Giuseppe D'Errico, per inoltrarsi in un ambiente dove viene documentato, attraverso opere di Domenico Caldara, Nicola Boffa, Angelo Russi, Antonio La Piccirella, Ferruccio Gervasio, il modo con cui venne tradotta in provincia da un lato la tradizione del ritratto pittorico, status simbol della borghesia e degli aristocratici, e dall'altro il realismo sociale di derivazione courbettiana. Completa il quadro degli artisti dauni attivi soprattutto nell'Ottocento la sala successiva, con disegni di Saverio Altamura e Antonio Manganaro, una incisione di Francesco Saverio Pollice e un dipinto con soggetto religioso di Antonio La Piccirella. Il percorso prosegue con due sale dedicate ad artisti dauni protagonisti, non solo a livello locale, delle vicende artistiche del primo Novecento. Si va dalle incisioni di Alfredo Petrucci, che fu direttore del Gabinetto Nazionale delle Stampe, alle sculture di Salvatore Postiglione ai dipinti di Luigi Schingo, Francesco Galante, Giuseppe Ar, Benedetto Caldara, Francesco Paolo Grilli, Giovanni Mancini, Nicola De Salvia, Alberto Amorico. C'è poi un "intermezzo" internazionale, con due artisti colombiani di grande richiamo, come FernandoBotero e Cesare Siviglia: di Botero la Galleria ospita una preziosa scultura, una Ballerina che ripete i moduli espressive dell'artista postmoderno, con il senso accattivante della "pinguedine", mentre di Siviglia ci sono disegni di derivazione cubista e una scultura in cellulosa, Rivolta, che richiama la cultura precolombiana.
Inizia quindi il viaggio tra gli artisti pugliesi e dauni,o che comunque nella Daunia hanno stabilito la sede della loro attività artistica, con un accumulo di situazioni attraverso cui è possibile avere in qualche misura una lettura di come sia stato vissuto il superamento del "novecentismo tradizionalista". Significativa al riguarda è soprattutto la sala dedicata ad Alfredo Bortoluzzi, artista italo-tedesco esponente
Francesco Saverio Pollice
S. Francesco D'Assisi
matrice di rame con incisa testa virile mm 140 x 118
di spicco della Bauhaus, che ha vissuto gli ultimi cinquant'anni della sua esistenza a Peschici. Le altre sale ospitano opere di Pino Conte, Gerardo Gerardi, Matteo Accarrino, Vito Capone, Domenico Norcia, Giovanni Albanese, Nicola Liberatore, Andrea Pazienza, Michele Saggese, Lorenzo Scarpiello, Domenico Sangallo, Antonio Di Pillo, Dario Damato, Rosario Marrocco, Silvano Foglio.
Le due sale delle esposizioni temporanee ospitano quasi in permanenza opere di grandi artisti del Novecento, concesse in comodato dal San Paolo-Banco di Napoli, che costituiscono il naturale completamento del percorso espositivo. Tutte le più importanti correnti artistiche e le aree regionali italiane più attive vi sono documentate, dal concettualismo all'arte povera alla pop art alla transavanguardia, con opere, tra gli altri, di Mimmo Paladino, Carlo Alfano, Nino Longobardi, Michelangelo Pistoletto, Sebastian Matta, Vettor Pisani, Ernesto Tatafiore, Mario Schifano, Giulio Paolini, insieme ad Ellsworth Kelly e Jefferey Way.
L'allestimento della Galleria è stato curato da Marina Esposito, mentre il progetto architettonico è di Stefano Biscotti.
Due le pubblicazioni che illustrano le collezioni, entrambe curate da Gaetano Cristino:
- Palazzo Dogana e la Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea
- Ottocento/Novecento, Opere dalla Collezione San Paolo-Banco di Napoli.
La Galleria è aperta dal lunedì al sabato, mattino ore 9-13; pomeriggio ore 16-20.
Francesco Galante
Margherita di Savoia, 1884
olio su tela, 1921 cm. 99 x 109

Vito Capone
COmposizione con figura
Acrilico su tela cm. 100 x 100


 

 



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