| |
Artisti
>
Michel Bersce
> Opere
> Critiche
> Mostre >
Quotazioni e aggiudicazioni
>
IL RAPPORTO CON LA PITTURA
di Pullo M. Rosaria
La
personalità di ogni autentico artista, anche, e forse soprattutto,
di un artista che abbia raggiunto un alto grado di chiarezza espressiva,
è sempre, a guardar bene, molto complessa poichè,
ai dì nostri come nelle antiche e più nobili stagioni
della civiltà figurativa, la componente di base della vocazione
dell’istinto, dell’impeto creativo non può mai
prescindere dall’avvio, dalla disciplina, dal nutrimento di
un certo numero di altre componenti tecniche e culturali operanti
proprio ai fini della scoperta e della definizione della piena autonomia
di quella stessa personalità artistica.
La personalità di Bersce, con la straordinaria varietà
dei suoi temi e la grande limpidezza del suo linguaggio, non si
sottrae a questa norma.
Ogni onesto tentativo di approssimazione critica all’opera
sua dovrà quindi prendere le mosse da un attento esame delle
profonde radici che ne hanno determinato la nascita e dalle quali
tuttora trae alimento.
Nella pittura di Bersce si contemperano infatti attraverso una serie
di procedimenti spontanei, intuizionali ( non certo per una culturistica
programmazione) momenti e tendenze disparati, talvolta addirittura
contradditorii, della cronistoria artistica del nostro secolo.
Nei dipinti di questo pittore, già da tempo fornisce prove
di eccezionale impegno poetico, confluiscono e si dispongono, con
felice autonomia di risultati linguistici, le proposte estetiche,
le tematiche morali, le connotazioni culturali.
Basterà rilevare, a verifica di questa tesi, la qualità
e la “destinazione” del colore che Bersce usa, bene
espesso, in pura funzione espressiva nella linea di un “Fauvisme”
decantato nella luce mediterranea, oppure la strenua ricerca della
rappresentazione dinamica.
L’area nella quale tuttavia è possibile trovare il
maggior numero d’indicazioni d’affinità e, al
tempo stesso, di totalerielaborazione, è, a mio avviso, quella
dell’espressionismo.
Nessuno di certo vorrà sostenere che il temperamento creativo
di questo artista – che in sé compone tensioni mediterranee
– sia in qualche modo avvicinabile alle strutture psicologiche
e morali dei popoli.
L’oscurità, la paura, la costante presenza dell’orrido,
la tremenda ansia metafisica, la natura intesa come perenne nemica,
la deformazione esasperata delle immagini come protesta verso una
realtà impietosa, che sono alla base dello impulso formale
di tutta la sua arte, sono sicuramente lontani dal sbcoscienziale
rapporto che Bersce intrattiene con quanto lo circonda, lontani,
in sostanza, dalla sua “visione del mondo”.
D’altronde mi sembra di poter sostenere che il suo atteggiamento
verso la condizione essenziale intesa nei modi altamente emblematici
di una puntuale rappresentazione della figura, -ed è questa,
secondo me, la parte di gran lunga “ maggiore”, la “pars
costruens”, dell’intera opera sua, - richiamandosi implicitamente
a una postulazione morale, prima ancora che estetica, sia per più
versi riconducibile alle indagini ed alla raffigurazione della realtà
esercitate, sia pure in tempi e luoghi diversi, dai protagonisti
della vicenda espressionistica.
E poco importa che il processo di deformazione figurativa di Bersce
sia meno evidente, meno clamoroso e, se si vuole, meno irritante
e provocatorio: è chiaro che la sua misura formale, disciplinata
dall’insopprimibile lezione della classicità, impone
all’artista un rispetto quasi una “pietà”
verso l’immagine.
Del resto nei momenti più tesi e concitati della pittura
di Bersce quando la trascendenza del messaggio lo impegna oltre
i pur ardui limiti della quotidianità. Penso agli “studi
di dinamica” l’empito di emancipazione dagli schemi
formali è avvertibile come necessario e necessitante al pieno
compimento dell’atto espressivo. Al punto, vorrei aggiungere,
che un non superficiale fruitore dell’arte sua potrebbe avvertirela
necessità di riguadare certi suoi dipinti più “leggibili”,
almeno in apparenza, quasi col timore di scorgervi qualche concessione
alla mera illustratività o allo edonistico compiacimento
di una abilità manuale fine a se stessa. Timore, per altro,
del tutto infondato, chè ogni immagine di Bersce è
sempre puntualmente riscattata dal segno graffiante della grazia
della poetica.
Artisti
>
Michel Bersce
> Opere
> Critiche
> Mostre >
Quotazioni e aggiudicazioni
>
|
|